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Questo articolo è stato pubblicato il 05 maggio 2012 alle ore 18:47.

Modificare il punto di messa a fuoco dopo lo scatto, oppure cambiare del tutto l'atmosfera dell'immagine in fase di post editing. Un sogno per qualsiasi fotografo, perché così si libera la creatività e basta un click per poi avere il pieno controllo delle fotografie.
Queste in sintesi sono le possibilità offerte dalla Lytro Camera, una fotocamera di concezione innovativa, che invece di parlare di megapixel obbliga a ragionare in termini di raggi di luce (megaray). Un approccio poco intuitivo, ma rivoluzionario. Perché con le immagini tradizionali si cattura un singolo piano di luce: si mette a fuoco e si scatta, quel che viene viene; i ritocchi poi si possono fare sul pc ma correggendo e migliorando, non certo rivoluzionando lo scatto. Che è invece la funzione consentita dalla Lytro, equipaggiata con un sensore capace di fotografare l'intero campo di luce di una scena utilizzando un sensore costruito in modo particolare, e assistito da un'ottica ben precisa, capace di catturare ben 11 milioni di raggi di luce (11 Megaray).
L'abbiamo provata, incontrando il direttore della fotografia di Lytro Eric Cheng in occasione degli incontri Open organizzati da Vodafone e Zero. È un piccolo parallelepipedo, di dimensioni ridotte. La scocca è divisa in due parti: una in alluminio contenente una serie di lenti (apertura focale f/2, zoom 8x) con una disposizione tale da permettere al sensore di ricevere i raggi luminosi nella loro interezza. La parte posteriore è un cubo in plastica di alta qualità con i tasti di accensione e scatto e il touchscreen all'estremo, utile per impostare le funzioni fotografiche e controllare lo zoom.
L'uso è semplice: si scatta senza troppo pensare all'inquadratura, oggetto di scelte successive. L'immagine così ottenuta, parecchio più complessa di quelle tradizionali e molto più vicina a una foto Raw, è "grezza". Ovvero già dal display del dispositivo, facendo tap su una porzione della foto, è possibile mettere a fuoco a piacimento.
Basta cambiare punto, più vicino o più lontano, a destra o a sinistra, per avere una foto con fuoco differente. Le potenzialità si amplificano scaricando i file sul computer e usando il software sviluppato da Lytro. Abbiamo fatto il test con un MacBook Air 11" per scoprire come da una singola foto si possano dunque ottenere un'infinità di varianti.
Il segreto del funzionamento è proprio nella possibilità della fotocamera di catturare tutto lo spettro di luce, così che le informazioni sono già insite nel file e possano essere utilizzate in fase di ritocco. Questo comporta una maggiore complessità sia nella costruzione del motore sia nella compilazione degli algoritmi necessari per trattare le informazioni sulla luce. Però poter "giocare" con la luce all'interno delle immagini fa invecchiare in un sol colpo il classico modo di fare fotografia, che da sempre obbliga a decidere a priori quale taglio dare allo scatto.
Tanto che il piccolo dispositivo prodotto negli Stati Uniti sublima l'idea di foto e vien da chiedersi cosa potrebbe fare un'ottica in stile Lytro su fotocamere reflex, sulle videocamere o addirittura sui cellulari. Ma forse questi sono proprio i futuri terreni di conquista della tecnologia. Nel frattempo Cheng ha mostrato in anteprima l'app per smartphone, sempre da impiegare in sinergia con le foto scattate dalla Lytro, che oltre a modificare il fuoco permette anche di virare l'angolazione della foto semplicemente spostando il telefono nelle quattro direzioni. Anche questa un'innovazione non da poco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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