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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2012 alle ore 17:32.

Ruota tutto intorno al contante. Se sparisse l'economia sommersa, il nero e l'evasione fiscale subirebbe un colpo mortale. Ne è convita l'Abi che in un rapporto ha calcolato che il recupero da un maggiore utilizzo di moneta elettronica sarebbe in Italia pari a 40 miliardi di euro, circa 3 punti di Pil. Ne sono convinti anche gli operatori che, anche grazie ai via libera di Bankitalia, stanno più che mai innovando nel settore dei pagamenti elettronci offrendo soluzioni che passano dalla banca, transitano dalle carte di credito per atterrare sugli smartphone. Ma non solo. Moneynet è un società specializzata nei sistemi di pagamento elettronico in outsourcing per il mercato bancario e dal 2009 è del Gruppo Bassilichi.
Ha studiato un nuovo servizio Pos Mt, unico al mondo, per inviare denaro all'estero attraverso migliaia di terminali Pos abilitati. Grazie a una partnership di 5 anni, tecnica e commerciale, con il circuito Western Union si potrà trasferire denaro direttamente senza andare in banca, senza avere un pc o una connessione a internet. Tecnicamente il software riconosce l'identità di chi vuole trasferire denaro (che deve essere cliente Western Union), mentre il destinatario otterrà tramite il Pos un codice che dà diritto a incassare la somma direttamente dall'esercente (edicole, bar, ecc). La novità è anche il pubblico a cui si indirizza questa soluzione. Studenti all'estero, turisti ma sopratutto immigrati. Sono oltre 4,9 milioni i regolari (quasi 5,5 milioni di persone includendo tutte le persone soggiornanti), un mercato potenziale in continua espansione.
Viene stimato, sostiene Moneynet, che un lavoratore immigrato in Italia invii ai familiari rimasti in patria, sotto forma di rimessa, una percentuale pari a mediamente il 47% del suo reddito. L'Italia in particolare è tra i primi 10 Paesi nel mercato delle rimesse. Ed è rilevante che sia proprio una azienda italiana ad aver provato a rispondere a una esigenza del nostro mercato con una soluzione software ad hoc (l'applicazione è costata 200mila euro). Salendo di scala, i big internazionali ragionano in termini di consumerization, abilitando al pagamento i dispositvi mobili. Mastercard settimana scorsa ha lanciato PayPass Wallet, una nuova piattaforma di servizi per consentire transazioni per pagare in modo semplice tramite il proprio computer, tablet o smartphone. La loro previsione è che entro il 2015, 14 miliardi di nuovi dispositivi permetteranno di effettuare pagamenti in modo digitale. Il debutto è previsto a partire dal terzo trimestre del 2012, inizialmente in Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia. In Italia occorrerà attendere qualche mese in più.
Più interessante, ma più lontana nel tempo, l'idea di una giovanissima startup made in San Francisco. Gumroad ha studiato un sistema di pagamento per ricevere denaro direttamente dall'Url del link. Il sistema è certamente innovativo, tanto da aver già raccolto 8 milioni di dollari da venture capital. Se dovesse funzionare, l'applicazione di un sistema di e-payment di questo tipo ai social network sarebbe immediata e davvero rivoluzionaria. Sempre che non ci arrivino prima i reparti di R&d dei big delle carte di credito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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