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Questo articolo è stato pubblicato il 27 maggio 2012 alle ore 14:23.

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Luca NicotraLuca Nicotra

«Lo sviluppo della rete costituisce un grande momento di rottura, ma dopo questa frammentazione si assiste inevitabilmente a un ricostituirsi di meccanismi di potere e gerarchie». Luca Nicotra, segretario dell'Associazione Agorà Digitale, ripete spesso questa frase.

E così spiega il modo con cui si è avvicinato a LiquidFeedback: come a un sistema che gestisce i processi decisionali interni garantendo un confronto reale tra un numero discretamente alto di persone. Nicotra ha potuto cimentarsi con la piattaforma perché, oltre a essere iscritto al Partito Radicale, è membro del Partito dei Pirati italiano, a cui i tedeschi hanno recentemente messo a disposizione la piattaforma.

«È importante ricordare che la vita politica del movimento non si svolge solo online – precisa Nicotra – ogni decisione ha una "data di scadenza": è evidente che nell'intervallo di tempo che porta alla decisione definitiva ci sono riunioni, incontri, seminari, scambi». Secondo Nicotra il sistema di voto per deleghe consente che il processo decisionale si sviluppi senza caos eccessivo: è possibile affidare deleghe ad altre persone a seconda delle competenze.

Spiega l'attivista italiano: «Non si dà la fiducia solo al segretario o al tesoriere, ma dai tecnici fino ai responsabili della comunicazione, tutti ricevono la responsabilità perché incaricati da altri. Alle ultime elezioni locali nella regione del Reno Settentrionale, dove i pirati hanno ottenuto il 7,8%, presentavano un programma che oltre ai noti punti sulle libertà digitali prevedeva elementi quasi socialisti, come il reddito minimo garantito».

Allora non resta che domandarsi quale ruolo potrà ricoprire il Partito dei Pirati alle elezioni europee del 2014: «Storicamente un problema dei cittadini europei è quello di non sentirsi parte di una stessa comunità. Strumenti come questo che uniscono l'esperienza deliberativa a una visione comune diventano competitivi. Permetterebbero di confrontarsi a livello transnazionale non solo sui temi dei diritti digitali, ma anche su altro, come l'immigrazione. Prendendo alla fine delle decisioni».
(v.fi.)

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