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Questo articolo è stato pubblicato il 02 giugno 2012 alle ore 20:34.

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Il primo ritratto della smart city futura e italiana comincia con una dote di 200 milioni, un laboratorio di idee nel Sud Italia e 38 progetti: per la mobilità e la logistica, la salute, l'istruzione, il governo digitale con il cloud computing, la sostenibilità ambientale ed energetica, il turismo e la cultura.

Sono questi i temi coperti dal bando di gara del Miur (ministero dell'Istruzione, università e ricerca), che questa settimana ha selezionato i 38 vincitori, suddivisi in due blocchi. Il primo – 32 progetti – sarà finanziato dal ministero, che li ha anche accorpati in otto gruppi. Saranno i gruppi a essere finanziati, non i singoli progetti: quelli analoghi saranno quindi fusi per diventare un'idea comune.

Il secondo blocco – sette vincitori – riceveranno soldi invece dalle Regioni di riferimento. Sono tutte idee che saranno sviluppate al Sud Italia, ma l'obiettivo del Governo è poi trasformarle in applicazioni cloud utilizzabili dalle pubbliche amministrazioni di tutto il Paese, tramite datacenter centralizzati. È proprio il primo mattone, insomma, per costruire le città intelligenti italiane del futuro. E un segnale di buon inizio è anche che il ministero ha selezionato i progetti in appena 30 giorni: un record, per gli standard italiani.

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