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Questo articolo è stato pubblicato il 26 agosto 2012 alle ore 14:36.

Aveva assicurato che era disposto a scatenare una guerra termonucleare per distruggere Android. Nella sua biografia Steve Jobs non scherzava. I legali di Apple, da un anno sotto la guida di Tim Cook, l'hanno preso alla lettera e forse si preparano a una guerra legale senza confine. Se è vero che è Samsung a pagare la multa da oltre un miliardo e lunedì con ogni probabilità sarà chiamata a fronteggiare anche la richiesta di blocco della commercializzazione dei telefonini «incriminati» su suolo americano, appare chiaro che il vero nemico è Google.
Android, il sistema operativo per dispositivi mobili realizzato dal motore di ricerca ha in pugno il 60% del mercato dei telefonini. E il distacco dalla concorrenza aumenta di trimestre in trimestre. Per ogni iPhone venduto nel mondo, ce ne sono tre che «montano» Android. Quello di Mountain View è infatti il cuore e il cervello che dominano il mercato dei telefoni «intelligenti», un business gigantesco che quest'anno vale un cifra non inferiore ai 207 miliardi di dollari. Il verdetto, se venisse confermato anche in appello, potrebbe innescare una spirale di battaglie legali che coinvolgerebbero tutti gli altri produttori - asiatici e non - che usano l'"androide".
Il condizionale è d'obbligo ma, come ha osservato l'analista di Idc Al Hilwa, in prospettiva la conseguenza di questo verdetto potrebbe essere una tassa per i consumatori, vale a dire telefonini più cari. Android potrebbe essere costretta ad alzare il prezzo delle licenze. Oppure gli stessi produttori per evitare rogne legali potrebbero decidere di affidarsi ad altre software house o sviluppare un proprio sistema operativo.
Ecco perché chi non può che sorridere della sentenza è l'accoppiata Microsoft-Nokia. I sistema operativo di Redmond (presente ad esempio in prodotti come il Nokia Lumia e Xperia Arc S) è nel bene e nel male piuttosto distante nel design e nell'interfaccia dai prodotti Samsung. Come rivelato durante il dibattimento in aula esiste una accordo di ferro tra i due ex nemici che li vincola a non copiarsi a vicenda. Anche Rim (Research in Motion) che il prossimo anno lancerà il proprio sistema operativo potrebbe almeno in teoria trarre vantaggio da questa sentenza. Tuttavia, parliamo di due sistemi operativi che insieme (dati Gartner relativi al secondo trimestre) rappresentano meno dell'8% del mercato. A bocce ferme è poco probabile immaginare una migrazione di produttori di telefonini verso le software alternativi. Android, affermano tra l'altro i tecnologi, è una piattaforma (quasi) aperta e certamente più "maneggevole" che potrebbe riservare parecchie sorprese.
Quasi certamente invece i produttori di telefonini saranno incentivati almento nella forma e nell'interfaccia a progettare telefonini lontani dal design di Apple.
Se per i consumatori si tradurrà in una maggiore scelta è però presto per dirlo. L'innovazione procede per rari salti in avanti e più frequenti miglioramenti incrementali. Negli ultimi cinquant'anni l'elettronica di consumo ha conosciuto pochi grandi balzi in avanti, molti dei quali per merito di Apple (lettori musicali, tablet e ultrabook).
Nell'immediato però gli unici a rischiare sono i coreani, che tra l'altro restano i principali fornitori di componenti di Apple. Negli ultimi due anni Samsung ha venduto negli Stati Uniti 21,25 milioni di telefoni, per un fatturato totale di 7,5 miliardi di dollari. A impensierire Seoul più che la multa da un miliardo è sicuramente il blocco della commercializzazione su suolo americano. Se il giudice dovessi decidere a favore di Apple a farne subito spese sarebbe il popolare Galaxy S II, già tolto dagli scaffali in Corea del Sud dove il giudice con verdetto per una causa sostanzialmente analoga ha però dato torto a entrambi.
Il 20 settembre invece si aprirà l'udienza che darà vita all'appello e deciderà dell'eventuale blocco. Per Samsung potrebbe essere l'occasione di ribaltare la sentenza. Per Apple il momento di far valere le proprie richieste anche sui tablet Galaxy Tab.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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