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Questo articolo è stato pubblicato il 20 novembre 2012 alle ore 16:27.

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John McAfee (Reuters)John McAfee (Reuters)

Vivere da fuggiaschi non deve essere il massimo. Basta dare un'occhiata alle cronache che parlano dei latitanti per rendersene conto. Storie di vite nei bunker e di identità soppresse. Tutto diventa più difficile. Ogni azione va meditata. Nessun ricercato al mondo si sognerebbe, per esempio, di aprire un blog e scrivere le proprie esperienze da fuorilegge.

Nessuno tranne John McAfee, padre degli antivirus, ricercato dallo scorso 12 novembre dalla polizia del Belize, piccolo paese dell'America centrale. L'accusa? Pesantissima. Aver ucciso un cittadino statunitense, Gregory Faull, che abitava poco distante da casa sua. Faull è stato rinvenuto cadavere domenica 11 novembre dalla sua colf.

Con la polizia che gli dà la caccia, McAfee, fondatore dell'omonima azienda produttrice di antivirus, ha deciso di raccontare le sue esperienze da fuggiasco su un blog, Whoismcafee.com.
Il latitante John scrive che "xon un sacco di tempo a disposizione" è riuscito a riflettere su cosa sta succedendo alla sua vita. E ora si chiede come abbia fatto "a diventare un sospettato di omicidio in fuga". Per questo attribuisce colpe alla stampa: "La stampa mondiale non ha certo aiutato. La stampa fa quello che sa fare meglio: sensazionalismo".

Negli ultimi tempi, in realtà, McAfee, che vive in Belize da una decina d'anni, aveva fatto di tutto per mettersi in mostra: si era allontanato dalla comunità locale di cittadini degli Stati Uniti e aveva anche preso contatto con alcune gang criminali del posto. Precedentemente era finito in manette per possesso illegale di armi e droga. Niente male per un 67enne pioniere dell'informatica.
Ora è ricercato per omicidio. Intanto ha aperto un blog.

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