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Questo articolo è stato pubblicato il 22 dicembre 2012 alle ore 12:29.

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Altro che Maya, questo sì è un computer da fine del mondo: 134 milioni di processori custom, 17 biliardi di operazioni al secondo, ossia 17 milioni di miliardi, e come se non bastasse sta a 5.000 metri di altezza, in Cile nel deserto di Atacama. Detto così è alla pari con il Titan, di Cray, attualmente in cima alla lista dei supercomputer più veloci al mondo coi suoi 17,59 biliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.

Non sono però comparabili i due, dato che quello che è stato svelato ieri al pubblico è un sistema specializzato per correlare i dati provenienti dalle 66 antenne paraboliche di ALMA, (Atacama Large illimeter/submillimeter Array), il più elaborato telescopio da terra di tutti i tempi frutto di una collaborazione veramente planetaria: Europa, USA, Giappone e Cile.

Il super sistema di calcolo è un correlatore, componente critico di ALMA, senza il quale le 66 antenne sarebbero del tutto inutili. Le parabole, infatti, captano i deboli segnali radio provenienti da stelle e galassie, ma se questi non sono continuamente ripuliti dal rumore di fondo, combinati e confrontati fra di loro perdono di qualunque valore ed utilità. I 134 milioni di processori del correlatore, un numero onestamente spropositato, prendono quindi a ogni millisecondo i deboli segnali celesti dalle antenne, distanti fra loro fino a 16 chilometri, e li elaborano dando come risultato finale un segnale che sarebbe quello ricevuto da un unico gigantesco radio telescopio grande come tutta l'area ricoperta dalle antenne. Il progetto iniziale del correlatore, così come la costruzione e installazione, è stato condotto dall'NRAO degli USA National Radio Astronomy Observatory e finanziato dall'NSF, National Science Foundation. Costo non eccessivo, 10 milioni di euro più o meno.

Ma non era ancora abbastanza veloce e allora l'Europa ci a messo la pezza e l'Eso, l'Osservatorio Europeo, ha fornito una parte fondamentale 550 schede hardware per eseguire un particolare trattamento di questi dati, un filtraggio numerico sviluppato ad hoc per i segnali radioastronomici. È anch'esso un sottosistema di assoluta avanguardia, progettato all'Università di Bordeaux in Francia con anche la partecipazione di ricercatori italiani dell'Osservatorio Astrofisico di Firenze.

«Con queste schede il segnale ricevuto dai telescopi di Alma può essere diviso in tanti sottosegnali che possono quindi essere esaminati uno a uno, raggiungendo una precisione ottimale. In pratica possiamo scomporre e analizzare le onde radio singolarmente e concentrarci su quelle parti che ci interessano di più, sia che si tratti di stelle, nubi di gas o galassie lontane», ci ha detto Alain Baudry, dell'Università di Bordeaux, il capo progetto europeo del correlatore di ALMA.

Altro record di questa installazione è dovuto all'altezza: i tecnici lavorano con l'ossigeno a portata di mano, il raffreddamento è un problema perchè lì l'aria è molto rarefatta e quindi ce ne vuole il doppio che a livello del mare, dato che è molto rarefatta e il tutto consuma ben 140 kilowatt/ora, che devono peraltro essere prodotti in loco. Da ultimo il tutto è in un edificio antisismico, dato che la zona è soggetta a frequenti terremoti. E dire che uno si pensa che osservare le stelle sia la cosa più semplice e rilassante del mondo.

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