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Questo articolo è stato pubblicato il 31 dicembre 2012 alle ore 10:08.

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2013, un anno da passare col naso all'insù. Avremo infatti una cometa a Pasqua, fine marzo, e una verso Natale. Nessun pericolo, anzi se tutto va bene quella di Natale la vedremo anche di giorno per un paio di mesi brillante come poche, tanto quanto la Luna piena. E' la cometa Ison, Scoperta il 21 settembre 2012 dal bielorusso Vitali Nevski e dal russo Artyom Novichonok, in un piccolo osservatorio astronomico, che ha dato il nome alla cometa, a Kislovodsk in Russia. Ora a vederla con un buon telescopio è solo un insignificante puntino dalle parti di Giove, ma da ottobre prossimo dovrebbe iniziare lo spettacolo e durare fino a gennaio 2014 inoltrato.

Quella di Pasqua, 2014 L4 nome in codice, promette meno ma non si può mai dire, potrebbe essere anche il contrario: bella questa e a Natale poco niente. Delle comete sappiamo prevedere con precisione assoluta la traiettoria ma se e quanto svilupperanno la famosa e splendente coda, a volte addirittura ne hanno due diverse come la Hale Bopp del 1997, è materia del senno di poi.

Questi corpi spaziali che vagano a miliardi in zone lontanissime del Sistema solare, chiamate la nuvola di Oort, dal nome del famoso astronomo del secolo scorso, sono grandi qualche chilometro, diciamo come il Cervino, e sono nerissimi dato che sono formati da un impasto di ghiacci di vari elementi e polvere cosmica. Assieme agli asteroidi sono i mattoncini Lego "avanzati" dalla costruzione dei pianeti del Sistema solare molti miliardi di anni fa. Quando si avvicinano al Sole, dopo milioni e milioni di anni passati nelle regioni esterne del buio e freddo assoluto dalle parte di Marte, la radiazione e particelle che provengono dalla nostra stella sbattono così violentemente sulla loro superficie da strappare un numero incalcolabile di grani di polvere dalla superficie. E' a causa di questi infiniti piccoli catarifrangenti che riflettono la luce del Sole che un brutto bruco nero diventa per qualche settimana la più bella delle creature del cielo notturno, e a volte anche diurno. La coda di una cometa, come Hale Bopp nel 1997, può arrivare a misurare 150 milioni di chilometri, ma è fatta di una materia così impalpabile da stare in un paio di sacchi.
Per questo è così difficile sapere se e quanto svilupperanno quella coda che dà loro il nome: "cometa", stella con la coda, anche se stelle non sono. Speriamo almeno ci stupisca con la sua eleganza, sarebbe un colpaccio.

Come non bastasse però il 15 Febbraio 2013 un asteroide ci farà avere un momento di brivido. Passerà vicinissimo alla Terra, a un decimo della distanza Terra Luna più vicino alle nostre teste dei satelliti di telecomunicazione per intenderci, ma nessun problema stiamo tranquilli, anche se gli orfani della distruzione Maya che ha fatto una clamorosa cilecca pochi giorni fa, hanno già iniziato sulla Rete ad aprire siti Web prevedendo l'ennesima noiosissima fine della Terra.
Una piccola fiche qualcuno alla Nasa la punta sul 2013 anche come anno in cui si troverà il primo pianeta simile alla Terra. La loro sonda Kepler infatti ha trovato parecchie centinaia di candidati che debbono essere ancora esaminati e riosservati da terra con i migliori strumenti in osservatorio come il nostro italianissimo Telescopio Nazionale Galileo, alle isole Canarie che ha montato recentemente uno strumento specializzato per questa affascinante caccia.

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