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Questo articolo è stato pubblicato il 02 gennaio 2013 alle ore 08:45.

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Una capsula Soyuz, la TMA 6, in voloUna capsula Soyuz, la TMA 6, in volo

Un capodanno splendido per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale (Iss), gli unici ad aver visto 16 volte la mezzanotte sulla terra in 24 ore e un promettente inizio di 2013 per Roscomos, l'Agenzia spaziale russa, erede di quella sovietica che stupì e intimorì il mondo occidentale spedendo per qualche ora in orbita attorno alla Terra il primo satellite artificiale, lo Sputnik, nel 1957 e il primo uomo, Yuri Gagarin nel 1961.

Devastata da fallimenti a catena negli ultimi 24 mesi, da un cambio continuo di direttori generali, per intervento della magistratura, corruzione, e per intervento governativo, incapacità, viene ora rifinanziata dal primo ministro Dmitrij Medvedev con un piano da 69 miliardi di dollari per il periodo 2013-20. Poco, apparentemente, rispetto ai finanziamenti del recente passato ma Medved ha accennato, ma non svelato altro, come questi saranno solo i soldi "statali" che faranno da leva a altri importanti finanziamenti. Privati anche nello spazio russo com'è successo negli Usa? Prima o dopo il discorso emergerà anche in Europa, nonostante le resistenze della complicatissima catena decisionale europea, ma la mossa di Obama di oltre un anno fa consistente nel fornire ai privati soldi e tecnologia per compiti "di routine", mantenendo alle Agenzie le parti veramente complesse e antieconomiche per un'industria che deve ovviamente guadagnare.

Comunque, se la causa principale per la serie impressionante di fallimenti russi in campo spaziale, tutti costosissimi, era il poco denaro o il disinteresse dell'apparato politico, allora dovremmo assistere alla rinascita di una grande potenza, costretta oggi a utilizzare per andare nello spazio razzi vettori e capsule con tecnologia Soyuz, risalente agli anni '60 del secolo scorso.

Qualche esempio? Facile e tutti umilianti per gli ex pionieri dell'Universo. Un anno esatto fa, 15 gennaio, finiva nell'oceano la missione per Marte Phobos Grunt, russa, con un carico ausiliare cinese. 2 miliardi di euro circa che non erano neppure riusciti a prendere l'orbita di parcheggio giusta attorno alla Terra per poter poi ripartire per il Pianeta Rosso. Qualche mese fa poi, agosto 2012, il razzo vettore di nuova generazione russo, Proton, aveva fatto fiasco subito dopo la partenza, facendo andare su tutte le furie proprio Medvedev; i russi poi sono perfino riusciti questo novembre a rischiare di perdere il controllo di tutti i loro satelliti in orbita, dal meteo al Glonass il loro sistema di posizionamento simile all'americano GPS, per uno scavatore che ruppe un cavo ottico nella periferia di Mosca. Roscomos giura che il sistema di comunicazione Terra-Spazio fu riconfigurato su altri canali in tempo reale, ma molti ne dubitarono.

La situazione russa è particolarmente critica anche per la Stazione spaziale internazionale e i suoi soci, fra cui anche noi italiani che lo siamo sia tramite l'Europa sia direttamente, dato che per portare e riprendere astronauti dalla Iss dopo il pensionamento delle navette Nasa Shuttle, avvenuto nel 2012, è possibile usare solo la vecchissima, anche se solidissima, e scomoda Soyuz, un razzo vettore e una capsula sviluppata quando nelle strade italiane girava la nuova Fiat 1100 "bauletto". Si sta poco tranquilli pensando che la Stazione, grande come due campi da calcio, vale sui 100 miliardi di dollari solo per i costi vivi di costruzione e rischiamo di non avere sostituti alle Soyuz fino al 2017.

In ogni modo il 21 dicembre scorso, data della presunta fine del mondo, si è ancorata alla Iss la spedizione numero 34, coi suoi 3 astronauti americani e canadesi che hanno passato il Natale in orbita assieme ai 3 della precedente spedizione ancora a bordo. Dato che la Iss orbita attorno alla Terra in 90 minuti, ogni ora mezza hanno potuto vedere un "Capodanno" diverso svolgersi sulla Terra.

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