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Questo articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2013 alle ore 22:03.

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"Firefly" , lucciole, sono i piccoli satelliti, pochi centimetri di lato e 25 chili di peso, mandati a diecine nel sistema solare per censire e studiare gli asteroidi"Firefly" , lucciole, sono i piccoli satelliti, pochi centimetri di lato e 25 chili di peso, mandati a diecine nel sistema solare per censire e studiare gli asteroidi

La Luna, Marte o Giove? Qualche stella vicina? Macché! La vera nuova frontiera nello spazio pare siano gli asteroidi, quelle rocce che a migliaia popolano il Sistema solare, con dimensione da pochi metri a qualche chilometro, relitti dei primi elementi che popolarono, quasi 5 miliardi di anni fa, gli spazi fra pianeta e pianeta.

Metalli preziosi (da estrarre in miniere spaziali), acqua e addirittura propellente per altri viaggi spaziali sarebbero il frutto dello sfruttamento di questi corpi celesti, parecchio numerosi, sono "solo" qualche migliaio, in orbite anche non pericolose per noi, vicino alla Terra, nel senso che periodicamente si possono avvicinare a noi, ce ne sono un migliaio. Barack Obama vuole a tutti i costi che per il 2025 due astronauti americani atterrino su uno dei più grandi, mentre l'Europa, tramite la sua Agenzia Spaziale, Esa, ha messo in piedi il progetto "Aida" (Asteroid Impact and Deflection Assessment), per una coppia di satelliti che, avvistato un asteroide pericoloso per la Terra, attacchino alla sua superfice un motore a razzo che lo porti su un'orbita innocua per noi.

La vera novità sono i privati negli Usa, che sembrano raccogliere le grandi sfide spaziali degli anni '60 del secolo scorso, quelle piene di ideali e di politica che portarono alla conquista della Luna. Deep Space Industries, una compagnia nuova di zecca nata per sfruttare i metalli rari presenti nelle rocce spaziali, ha tenuto ieri la conferenza stampa di presentazione in California, mostrando un piano apparentemente fantascientifico ma fattibile.

Qualche anno fa, diciamo appena cinque, nessuno avrebbe dato credito alle ditte private come attori primari nello spazio, ma oggi, dopo i successi di SpaceX che ha portato alla stazione Spaziale internazionale un cargo per rifornimenti guadagnandosi un contratto da una dozzina di miliardi di dollari le cose sono cambiate.
Deep Space vuole inviare una flotta di veicoli spaziali per studiare e classificare gli asteroidi vicini. Piccoli satelliti, chiamati "lucciole" in gergo e costituiti da cubi di pochi centimetri di lato, 25 chilogrammi di peso al lancio e quindi con costi bassi. Primi lanci nel 2015, con viaggi da due a sei mesi e recupero di campioni dei metalli degli asteroidi, poi una terza ondata di satelliti più capaci per lo sfruttamento minerario vero e proprio.
«Utilizzare le risorse presenti nello spazio è l'unico modo per permettere l'utilizzo permanente dello spazio stesso. Più di 900 nuovi asteroidi che passano vicino alla Terra vengono scoperti ogni anno e possono diventare una risorsa fondamentale per avere metalli e anche combustibili per i viaggi spaziali» ha detto l'amministratore della Deep Space David Gump.

Miniere quindi, ma non solo, di fatto gli asteroidi nella loro visione diventerebbero anche delle piattaforme spaziali per rifornirsi durante i viaggi verso Marte, per esempio, abbattendo i costi della spedizione.
Non è l'unica Deep Space a pensarci, anche se sembra quella con le idee più chiare. L'altra impresa in gara, Planetary Resources, ha il sostegno di investitori miliardari tra cui Google, Larry Page e il regista James Cameron.
Effettivamente sembra un film, ma è una nuova effervescente realtà che rischia di sparigliare le carte nel panorama internazionale, dominato da importanti agenzie statali, ricche ma piuttosto rigide e poco flessibili e creative.

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