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Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2013 alle ore 10:57.

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È nato Eurora, il supercomputer italiano più efficiente del mondo

«Ma è acceso?». Al piano meno uno del Cineca, il più grande centro di calcolo italiano, il monolite nero da 350 teraflops non emette un suono, neppure quel fischio sordo tipico dei supercomputer. Si chiama Eurora (European Many Integrated Core and Architecture) ed è il supercervellone più efficiente del mondo.

Realizzato dall'italiana Eurotech, fornitore di soluzioni embedded e supercomputing, è stato acceso ufficialmente ieri a Bologna al Cineca proprio accanto a Fermi, (Ibm Blue Gene/Q) che attualmente, secondo la classifica Top 500 dei supercervelloni, si piazza al nono posto nel mondo tra i sistemi Hpc (High performance computing).

A differenza dell'"armadio" di Ibm, Eurora è più piccina (un metro per un metro e mezzo) ma sopratutto usa una tecnologia di raffreddamento ad acqua che la rende silenziosissima. «Non ci sono ventole, non usiamo l'aria - spiega Giampietro Tecchiolli, Cto (Chief technology officier) di Eurotech - il che ci permette di risparmiare energia. La macchina usa 128 acceleratori computazionali Gpu Nvidia Tesla K20 basati su Nvidia Kepler, 128 Cpu Intel Xeon E5-2687W (150W)». In pratica ciascun nodo (server) delle dimensione di un laptop è in grado di esprimere 1.700.000.000.000 di operazioni al secondo in virgola mobile.

Eurora ne ha 64 di nodi e in laboratorio ha registrato una performance di 3,15 Gflop/s per watt. In base alla classifica Green500 che fornisce la lista dei supercomputer più efficienti dal punto di vista energetico Eurora ha le carte in regola per salire al primo posto. Attualmente al numero uno c'è il cervellone del National Institute for Computational Sciences dell'Università del Tennessee, con 2,4 Gflops per Watt. In pratica la macchina italiana sarebbe il 20% più efficiente della primo della classe.

Secondo gli ingegneri di Eurotech il merito è del sistema di raffreddamento. In pratica il nodo (la scheda) che ospita su un lato i processori Intel e le memoria ram e sull'altro le Gpu di Nvidia è attraversato da una placca di alluminio all'interno della quale entra ed esce il liquido. L'acqua non passa tra i circuiti, come nei modelli tradizionali di water cooling ma viaggia all'interno di una canalina separata. Dopo aver raffreddato i chip il liquido esce dalla macchina, torna a temperatura ambiente e poi rientra nel supercalcolatore. Un sistema come Eurora beve una ventina di litri che entrano a una temperatura che varia da cinque a trenta gradi ed escono di un paio di gradi più caldi. «Non siamo la Groenlandia - scherza Tecchioli - non possiamo contare su temperature molto rigide adatte ad ospitare i data center. L'acqua è una tecnologia conveniente anche per un Paese al sud come l'Italia».

Attualmente Eurora è un prototipo. Il progetto è iniziato nel 2011 e sarà la base tecnologica per il prodotto Aurora Tigon di Eurotech, una famiglia di supercomputer da 1,4 a 2,4 milioni di euro. Il prototipo funzionante al Cineca invece sarà impiegato per studiare i costituenti fondamentali della materia, la fisica della materia condensata, l'astrofisica, la biologia e le scienze della Terra. E si inserisce all'interno del progetto Prace (Partnership for Advanced Computing in Europe) che ha l'obiettivo di impostare la realizzazione di un servizio europeo HPC, composto da diversi centri di eccellenza "Tier-0" che metteranno a disposizione dei ricercatori europei una rete di supercomputer ad altissime prestazioni, e daranno vita all'ecosistema HPC in Europa.

Attualmente però la classifica dei cervelloni vede uno scontro muscolare tra Cina e Usa. In prima linea i sistemi Hpc (High performance computing) da 100 petaflops che puntano al traguardo dell'exaflops (mille petaflops) già a partire dal 2018. L'ultima rilevazione del novembre dell'anno scorso vede in testa Titan, il supercomputer installato all'Oak Ridge National Laboratory negli Stati Uniti: è il più veloce cervellone elettronico al mondo con una performance raggiunta di 17,59 Petaflop. Nella classifica globale l'italiano Fermi, operativo al Cineca a Bologna, resta tra i primi dieci e si attesta in nona posizione.

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