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Questo articolo è stato pubblicato il 16 febbraio 2013 alle ore 11:16.

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Il modello mostra il passaggio dell'asteroide 2012 DA14 attraverso il sistema Terra-Luna (Epa)Il modello mostra il passaggio dell'asteroide 2012 DA14 attraverso il sistema Terra-Luna (Epa)

Il venerdì nero di meteoriti e asteroidi è passato e oggi si può iniziare a fare il punto con più calma. Innanzitutto diciamo che in Russia, a ragion veduta, sono stati piuttosto fortunati dato che il grosso meteorite, di fatto un piccolo asteroide, si è frammentato in tante parti di modeste dimensioni, se fosse arrivato a terra intero, o anche solo in due o tre pezzi sarebbe stato un disastro. Fonti Nasa infatti riferiscono che, mettendo insieme i dati provenienti da varie stazioni nel mondo, si può stabilire che l'asteroide iniziale era di almeno 17 metri di grandezza e un peso di almeno 10.000 tonnellate, in pratica una casa di 7 piani con annessi e connessi. E' entrato nell'atmosfera terrestre all'altezza dell'Alaska e dopo 32 secondi ha iniziato la frammentazione.

L'altro asteroide, quello che aspettavamo da mesi, è invece stato ubbidiente alle leggi della meccanica celeste: è arrivato e se n'è andato via per la sua strada, come previsto. Verso le 21.25 ora italiana è arrivato alla minima distanza da noi, 27.500 chilometri, molto vicino dato che i satelliti da telecomunicazioni o per il GPS stanno oltre i 32.000. Tutto bene comunque, come previsto.

Proprio in questa parola, nella differenza fra previsto e imprevisto, sta la chiave per capire quello che è successo ieri, una coincidenza veramente incredibile. Il sistema solare è pieno di asteroidi, ne contiamo migliaia, e gli urti cosmici fra questi e i pianeti sono all'ordine del giorno. Attenzione stiamo parlando di tempi "astronomici" quindi migliaia se non milioni di anni, ma basta alzare gli occhi al cielo e guardare la Luna, butterata di crateri di tutte le dimensioni, per rendersi conto come dal cielo piovono continuamente sassi di tutte le dimensioni, residui della formazione del sistema solare, 5 miliardi di anni fa.

Gli asteroidi più grandi sono ben conosciuti e tenuti d'occhio da vari centri, come quello Nasa, e osservatori astronomici, quelli più piccoli in dimensioni sono visibili solo all'ultimo momento o addirittura, come nel caso di ieri in Russia, non sono prevedibili. Questo purtroppo è un limite sia operativo che tecnologico: non riusciamo a vederli dato che non emettono luce ma la riflettono, magari poco a causa del materiale roccioso di cui sono composti. Bisogna migliorare le tecnologie che ci servono per scoprirli e investire di più nell'operazione di sorveglianza del cielo.

A questo proposito capita perfettamente a tempo un convegno di specialisti del settore sia dalla parte ricerca, CNR e Università di Tor Vergata – Roma, che da quella industriale e tecnologica, l'italiana Telespazio in testa. Al centro dei lavori sarà il Progetto europeo SPARC, SPace AwaReness for Critical Infrastructures, della Direzione Generale Home Affairs della Commissione Europea. L'Europa ha appena avviato anche un progetto per capire come deviare eventuali asteroidi molto grandi che ci capitassero fra capo e collo, problema affrontato anche negli USA, dove però c'è anche qualcuno che pensa di sfruttarli come miniere di metalli preziosi, due ditte private in concorrenza fra loro e con gli immancabili cinesi, che nello spazio stanno facendo faville, per un mercato che si stima di centinaia e centinaia di miliardi di dollari.

Prevenzione, difesa e sfruttamento, tre aspetti diversi dello stesso problema. Per il momento siamo al punto che si è visto ieri, ma miglioreremo presto.
Il cielo sa comunque avere anche aspetti molto belli, Nasa, forse per consolarci, ha rilasciato ieri il primo breve e stupendo filmato di Mercurio a colori, ripreso dalla sonda USA che da mesi lo sta studiando. Speriamo in un fine settimana tranquillo.

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