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Questo articolo è stato pubblicato il 20 febbraio 2013 alle ore 09:44.

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Una suggestiva immagine di Alma di notte , sullo sfondo la Via LatteaUna suggestiva immagine di Alma di notte , sullo sfondo la Via Lattea

Il 13 marzo prossimo s'inaugura ufficialmente ALMA, lo strumento per la ricerca astrofisica più grande e complesso esistente, tanto che a realizzarlo è un Consorzio praticamente mondiale: Europa, USA, Giappone e con la collaborazione di Taiwan e Cile. Posto a 5000 metri sulle Ande cilene, nella piana desertica di Chajator, è composto da 50 antenne da 12 metri di apertura correlate fra loro, saranno 66 a regime con anche 12 da 7 metri, governate da uno dei computer specializzati più potenti al mondo: 134 milioni di processori specializzati per un totale di 17 quadrilioni USA di operazioni al secondo, come dire un 1 seguito da 15 zeri. Promette di svelare i segreti della formazione di pianeti in stelle distanti e delle prime fasi di formazione dell'Universo, dato che riceve la radiazione millimetrica, tipica dell'Universo "freddo", dominato da polveri e gas.
Una realizzazione unica per complessità, di cui l'Europa può andare fiera e l'Italia sommessamente, ma decisamente, orgogliosa.

Le 25 parabole da 12 metri che costituiscono il contributo Europeo ad ALMA sono infatti state pensate, disegnate e realizzate in gran parte nel nostro Paese. Il consorzio industriale europeo incaricato della loro realizzazione è guidato da Thales Alenia Space e comprende l'italiana European Industrial Engineering, EIE, e la tedesca MT-Mechatronics.

Le antenne, 12 metri di apertura della parabola, sono al tempo stesso dei piccoli mostri di metallo, cento tonnellate ognuno, e dei campioni di precisione e soprattutto replicabilità, la loro superficie deve riflettere costantemente la radiazione ricevuta senza scostarsi dalla forma ideale per più di 25 millesimi di millimetro. Impensabile, soprattutto considerato che le antenne devono puntare varie zone del cielo e quindi muoversi continuamente anche con il vento e la neve che, di sicuro, a quelle altezze non si fa scrupolo di cadere quando vuole. Eppure ci sono riusciti: precisione, agilità e relativa leggerezza realizzate anche con l'impiego di fibra di carbonio per la base del riflettore e di nichel rivestito da uno strato di rodio per i pannelli riflettenti. Centinaia di pannelli riflettenti con il coating, rivestimento, al rodio realizzati dall'italiana Media Lario, che hanno dimostrato un'efficienza straordinaria già nelle prove di qualifica delle antenne.

"Fabbricare le parabole di 12 metri con questo standard di prestazione, ha rappresentato una sfida per Thales Alenia Space – ci dice Vincenzo Giorgio, Responsabile dell'Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space Italia - tanto più che esse devono garantire per decenni un puntamento perfetto".

Per trasportare le 25 parabole coi loro basamenti dall'Europa al Cile, via canale di Panama, è stato necessario smontarle per poi rimontarle a 3000 metri e testarle completamente. Per portarle in quota poi, nell'altipiano deserto a 5000 metri, è stato addirittura costruito un veicolo speciale a 28 ruote e realizzare una strada abbastanza larga da poterlo far passare con il suo ingombro notevolissimo, in sostanza una superstrada là dove non c'era neppure un piccolo sentiero.
Una realizzazione importante quindi per la nostra industria, con un'opera di engineering effettuata al meglio dalla EIE. "La tecnologia che ha più contribuito alle ottime performance delle parabole europee è insomma molto made in Italy" conclude Giorgio.

Non c'è solo l'industria italiana dietro ad ALMA, ma anche tanti ingegneri e scienziati del nostro Paese che hanno lavorato al progetto tramite ESO, l'Osservatorio Europeo che rappresenta il vecchio continente nel mega consorzio globale di gestione.
Massimo Tarenghi, che segue ALMA fin dal principio e ne è stato il responsabile per molti anni è entusiasta dei primi risultati "Quel che prima richiedeva anche 10 ore di osservazione ora si può fare in dieci minuti, straordinario! Riusciamo ad avere poi una risoluzione angolare di pochi decimi di secondi d'arco" - come dire che si riesce a distinguere una moneta da 1 centesimo a 10 chilometri di distanza - "potremo quindi seguire le nubi di polvere e gas attorno alle stelle e scoprire i segreti della fase di formazione dei loro sistemi di pianeti. Anzi, visto che pensiamo che ALMA lavorerà per una trentina di anni potremo ritornarci su più volte e fare quasi un film di questo incredibile processo che ha portato anche alla formazione della Terra" - conclude.

Le antenne, collegate da fibre ottiche, opereranno come un interferometro: l'immagine ottenuta dalla combinazione dei segnali di ciascuna antenna avrà una risoluzione equivalente a quella di un'unica gigantesca antenna parabolica con diametro pari alla separazione tra le antenne, che può arrivare fino a 16 chilometri. Il più grande occhio terrestre sull'Universo lontano si sta quindi aprendo.

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