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Questo articolo è stato pubblicato il 24 marzo 2013 alle ore 15:08.

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Una schermata del sito www.uwingu.comUna schermata del sito www.uwingu.com

Un nuovo campo di business, praticamente senza limiti e per il momento senza concorrenti. Chi potrebbe desiderare di più, si sono detti a Uwingu, una startup benefica americana, da noi sarebbe una onlus, dall'impronunciabile quanto improbabile acronimo che si propone di finanziare imprese spaziali e ricerca astronomiche in Usa. Una sorta di crowdfunding cosmico.

Si sono detti: da che mondo è mondo una delle attitudini del genere umano è dare un nome proprio a tutto ciò che ci circonda, per poter identificare ogni singolo oggetto, animale, montagna e così via. Stelle e pianeti non si sono certo sottratti, almeno finché le stelle conosciute erano quelle 3-4000 che si possono vedere a occhio nudo. Ora che ne vediamo molti miliardi solo nella nostra Galassia è un po' dura trovare un nome proprio per tutte.

Però, si sono detti i sette fondatori di Uwingu, si può fare almeno per i pianeti. Ne conoscevamo nove, poi Plutone qualche anno fa è stato portato allo stato di "pianeta nano", formula due insomma. Ma questo se consideriamo solo il nostro, oramai modestissimo, Sistema solare. Modesto perché a partire dal 1995, anno in cui in Svizzera si scoprì il primo pianeta attorno a una stella diversa dal Sole, esopianeta, ne sono stati scoperti almeno altri 1.000. Grandi piccoli, gassosi e rocciosi, girano attorno a stelle a noi vicine, così come noi giriamo attorno al Sole, ma di pianeti così si sospetta sia pieno, ma proprio pieno, l'Universo. L'Osservatorio Europeo, Eso, ne stima il numero, solo nella nostra Galassia, in 160 miliardi e lasciamo perdere quante galassie vediamo coi telescopi.

Congetture, probabilmente vere, ma anche rimanendo solo a quelli già scoperti dalle nostre parti si può dire che sono sempre parecchi, un migliaio e crescono ogni giorno. Ora hanno nomi tecnici, orrendi, come HD85512 e GJ 436, perché non dare loro nomi decenti, come quelli di Giove, Urano e così via, o addirittura un po' più moderni e attuali? Qui arriva Uwingu, che vuole trovare nuovi e attuali modi di finanziare la ricerca dell'Universo e la conquista dello spazio.

L'idea, al momento, è quella di permettere. a chi vuole, di proporre nomi per questi pianeti, quelli che si vuole, stando nel lecito ovviamente, e tutto per arrivare a formare una specie di "libro dei nomi" per i nuovi pianeti che sono stati, o saranno, scoperti. Quanto costa? Una sciocchezza, solo 0.99 dollari a nome, non si venga a dire che qualcuno non se lo può permettere. Con il ricavato si faranno borse di studio per giovani e valenti ricercatori all'inizio della carriera. Niente a che vedere quindi con i soliti venditori fasulli di stelle, con tanto di certificato falso, o di appezzamenti di terreno sulla Luna, che anche vanno forte in Usa. È invece un po' l'analogo dei nostri italianissimi sms solidali per qualche scopo meritevole, in genere legato alla salute.

Una volta stabilita la lista dei nomi li si può anche votare singolarmente, facendoli quindi salire di rango nella lista, anche questo a soli 0.99 dollari. Ti piace Richard Gere, Monica Belluccio Albert Einstein? Con 0.99, molto meno di quel che costa un hot dog a Wall Street, li fai avanzare nella scala cosmica della popolarità. Il fondatore e Ceo di Uwingu, Alan Stern, spera che il tutto, nome più voto, diventi virale sulla Rete e la gente inizi a votare il proprio calciatore preferito, eroe del cinema, fidanzato/a e così via.

Non fanno mistero sul fatto che questi nomi non sono "ufficiali" e che saranno solo proposti alla Iau, l'Unione Astronomica Internazionale che ha la delega dall'Onu per dare i nomi e catalogare a tutto quanto sta in cielo. Si pensa: che stupidaggine, pure di questo si doveva occupare l'Onu con decine di guerre e controversie in atto. Non è così semplice, si pensi che solo la semplice e banale Stella Polare che tutti vediamo, era conosciuta con 250 nomi prima che si arrivasse a una denominazione comune. Una confusione tremenda e pericolosa se si pensa che per centinaia di anni è stata il riferimento fondamentale per l'orientamento nell'emisfero nord. Già si discute, peraltro, proprio in sede Onu, di un rapporto sul tema dello sfruttamento minerario degli asteroidi, campo sul quale stanno lavorando già due società in Usa oltre alla Cina.
Al momento a Uwingu hanno raccolto circa 7000 dollari, pochini, ma hai visto mai che venga veramente di moda? Visti gli scopi speriamo, è proprio il caso di dirlo, che decolli.

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