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Questo articolo è stato pubblicato il 28 aprile 2013 alle ore 14:30.

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L'Emilia del supercalcolo. «Anche noi stiamo pensando a una scheda come quella di Adapteva, ma a differenza di loro che producono "silicio" noi utilizziamo hardware già esistente». A parlare è E4 Computer Engineering, azienda emiliana specializzata nella fornitura di soluzioni di calcolo per data server. L'anno scorso a settembre, racconta Pietro Alto, product manager di E4, insieme a Seco hanno cominciato a lavorare a micro-cluster, sistemi ad elevata densità con architetture di Cpu di tipo diverso. L'intuizione è quella di utilizzare la tecnologia Arm, proveniente dal mondo tablet, e quella Gpu, utilizzata dalla grafica professionale.

«Il progetto in origine si chiamava Carma, ma il nome verrà cambiato a breve. Con Seco che ha sviluppato la prima board adatta per fare sviluppo dedicata a programmatori e scienziati, abbiamo lanciato a novembre dell'anno scorso il primo prototipo chiamato Arka Microcluster. Oggi stiamo progettando il primo cluster con rete ad alta velocità (infiniband) interamente basato su tecnologia Arm e Gpu, che vedrà la luce entro la fine dell'estate». Avrà 64 nodi di calcolo per una potenza di picco pari a 76 Tflops, e sarà installato presso uno dei maggiori centri di supercalcolo europei.

Inoltre, alla prossima ISC13 di Lipsia, verrà lanciata una nuova linea di prodotti, derivati dalla piattaforma Kayla. «Siamo piccoli - commenta il manager - insieme i nostri fatturati non superano i 50 milioni di euro ma sorprendentemente riusciamo a competere con i giganti del settore, in diversi campi della tecnologia». Su Kickstarter peraltro già ci sono. Seco ha proposto una board Arm con Arduino. «Si chiama Udoo e in pochi giorni ha raccolto più di 250mila euro».
@lucatremolada

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