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Questo articolo è stato pubblicato il 01 maggio 2013 alle ore 10:12.

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L'epoca dei viaggi spaziali turistici è sempre più vicina. La navetta spaziale SpaceShipTwo, sviluppata dalla Virgin Galactic di Sir Richard Branson il miliardario inglese proprietario delle varie imprese "Virgin", ha fatto con successo il primo volo autonomo con il suo proprio potente motore.

Intendiamoci non si tratta di andare sulla Luna o Marte, ma di fare voli sub orbitali, ossia andare a 100mila metri dal suolo a vedere l'effetto che fa vedere tutta la Terra come un tondo blu.

SpaceShipTwo, come altre volte, si è alzato in volo dalla base spaziale America della Virgin grazie al suo grande aereo madre, WhiteKnightTwo, che lo porta in quota fino a 14mila metri attaccato alla sua pancia e quando è stato abbandonato nel vuoto, sopra il deserto Mojave della California, ha acceso il suo potentissimo motore. Successo pieno: in pochi secondi, 16 per la precisione, la navicella ha raggiunto la velocità supersonica e poi è rientrata alla base praticamente planando. È stata raggiunta la velocità di Mach 1.2, solo un primo assaggio dato che per arrivare alla quota commerciale promessa ai molti che hanno già prenotato un volo occorre più spinta.

Tutti soddisfatti, anzi entusiasti, a iniziare da Sir Richard Branson che considera questa la sua impresa più difficile e rischiosa in termini economici. Alla stampa ha rilasciato una dichiarazione in cui si dice certo che i voli turistici, dopo questa prova che dimostra come ogni singolo componente funzioni, potranno partire per fine anno. Di clienti la Virgin Galactic ne ha già parecchi, circa 500 le prenotazioni a 200mila dollari a posto per la classe unica con solo 6 passeggeri per volo, star di Hollywood e lo scienziato Stephen Hawcking fra i primi a staccare un assegno per il biglietto stellare. Il primo volo, giusto per fare pubblicità, vedrà come passeggeri Sir Branson e famiglia, non si sa quanto felice del privilegio.

Certo nel 2005, quando Branson fondò la Virgin Galactic cooptando anche Burt Rutan, un pioniere della corsa allo spazio da parte dei privati, ben pochi soprattutto nelle agenzia statali pensavano che "i privati" avrebbero combinato qualcosa in campo spaziale.

Invece, a distanza di pochi anni sono almeno 10 le aziende in questo business, come la Xcor Aerospace, la più diretta concorrente della Virgin, che sta sviluppando un aereo razzo più piccolo di StarShipTwo chiamato Lynx, che porterà un solo passeggero per volta, oltre al pilota, sempre a 100 chilometri dal suolo.

Se questo non basta e si vuole proprio il brivido dell'astronauta si può partire in verticale su una capsula tipo Apollo, quella che andò sulla Luna, con la Armadillo del magnate dei videogiochi John Carmack. Si va a 100 chilometri dal suolo a coppie e per soli 110mila euro. C'è poi chi pensa di mandare in orbita delle stazioni spaziali per turisti a basso costo gonfiabili, avete letto bene, dato che in orbita la gravità è molto bassa e non occorre avere tutto quel metallo che pesa e costa. E' la Bigelow Aerospace del Nevada.

Nonostante possa sembrare un gioco non lo è affatto, lo dimostra il fatto che il giro di denaro che si sta sviluppando in questi mesi è notevole, basta pensare ai contratti miliardari stipulati da Nasa con Space X per il rifornimento della Stazione Spaziale internazionale. Non molto si sa invece del segretissimo progetto Blue Origin di Jeff Bezos, il fondatore e proprietario di Amazon che dovrebbe portare alla Stazione Spaziale addirittura astronauti. Un precontratto di studio con Nasa, 25 milioni una sciocchezza in questo ramo dell'industria, dimostra però la concretezza del progetto che ha come obiettivo il primo volo umano "privato" nel 2018.

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