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Questo articolo è stato pubblicato il 04 maggio 2013 alle ore 16:13.

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Le stelle? Sono tante, ma quelle che si vedono a occhio nudo non sono certo milioni di milioni come diceva una famosa pubblicità, al massimo diciamo 3.000 con un occhio buono e un cielo perfettamente scuro. In città, diciamo piazza del Duomo a Milano o Piazza Venezia a Roma, se ne vediamo una dozzina possiamo ritenerci fortunati. Un progetto di scienza "cittadina", ipertecnologico e al tempo stesso semplicissimo e alla portata di tutti, grandi e piccoli, ci può trasformare in terribili detective per scoprire chi ci ha rubato le stelle, che alla fin fine sono la metà del nostro ambiente naturale.

Una app per smartphone e tablet Android ci permette di diventare ricercatori sul campo del progetto tedesco "Loss of the night" e segnalare quante stelle vediamo, e quindi automaticamente quante non ne vediamo, lì dove siamo. Di una semplicità disarmante la app ci fa vedere prima quante stelle dovremmo essere in grado di distinguere lì dove siamo, poi noi clicchiamo su quelle che realmente vediamo e infine via spediamo il risultato, che andrà a costituire la più gigantesca e completa mappa dell'inquinamento luminoso del pianeta.

L'assassino delle stelle è infatti il progresso e la luce artificiale che, usata in modo sconsiderato, produce il cosiddetto "inquinamento luminoso", parola forse sbagliata, ma che certo ci racconta come si sprechi luce a destra e a manca nei paesi civilizzati. Luce vuol dire energia e questa vuol dire materiali fossili per produrla e quindi aumento dell'inquinamento. Usare la luce artificiale in modo più oculato ci darebbe gli stessi vantaggi, meno spesa e finalmente potremmo tornare a "rivedere le stelle". Per provarci, o farci provare i più giovani che di sicuro si appassioneranno a questa "caccia" basta installare "Loss of the night" da Google Play.

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