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Questo articolo è stato pubblicato il 12 maggio 2013 alle ore 15:40.

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Si pensava che le adesioni sarebbero state, nel caso più favorevole, un centinaio o forse due. Invece ora c'è un bel problema perché in venti giorni ne sono arrivate 80.000 da oltre 100 Paesi, un successo insperato. Non si tratta del collocamento delle azioni di una furbissima startup e neppure del casting del prossimo tormentone televisivo. Macché, si tratta di lasciare, per sempre sia ben chiaro, la Terra e andare a vivere su Marte. Solo quattro ci riusciranno e la partenza è già fissata nel 2023. E poi si dice che non c'è più lo spirito di avventura di una volta.

Chi organizza il tutto è la società privata olandese Mars One, che potrebbe avere come motto "O Marte o morte", dato che sembra, positivamente, gente ossessionata dal Pianeta Rosso.

Sul loro sito le domande, dal 22 aprile scorso, sono piovute come gocce d'acqua in un temporale, anche perché non c'è alcun requisito fisico o di età richiesto. Questo fa onestamente un po' insospettire, dato che notoriamente il viaggio su Marte è pericoloso per via dei raggi cosmici che possono fare molto male agli astronauti una volta che escono con la loro navicella spaziale da quell'efficientissimo e invisibile scudo spaziale, il campo magnetico terrestre, che copre per fortuna pure noi notte e giorno. Quindi basta avere 18 anni e spedire un video di un minuto in cui si spiega perché mai si vuole andare a vivere, e morire, su Marte. Alla fine il parco domande sarà probabilmente una manna per psicologi e sociologi. L'iscrizione costa poco, da 5 a 75 dollari a seconda del Paese di provenienza, eticamente quindi molto corretto, da 5 a 75 dollari, per l'Italia l'importo è 26 dollari. Non sono molti nel nostro Paese, una decina, i potenziali astronauti, ma forse aumenteranno, 18.000 gli aspiranti americani, ovviamente, e 10.000 i cinesi.

Mars One è una sorta di onlus che prevede una spesa di circa 6 miliardi di dollari, da ricavare nel modo più televisivo esistente: facendo di questa missione un reality a pagamento lungo 10 anni basato prima sul processo di selezione e poi sull'allenamento dei 4 prescelti, che sarà lungo ben 7 anni, onestamente un po' un incubo. I primi contatti con le aziende che dovranno costruire razzo vettore e navicella pare siano già partiti anche se qualche "dettaglio" su come respirare a per anni in un pianeta senza ossigeno o sopravvivere a una gravità che è un terzo della nostra pare non sia stato ancora affrontato.

Se invece siete interessati a dare solo un'occhiata al Pianeta Rosso nel 2018 potete rivolgervi a Dennis Tito il miliardario statunitense che già ha speso una cifra nel 2001, 20 milioni di dollari, per fare un viaggio con la russa Soyuz fino alla Stazione Spaziale Internazionale. Qui la nave spaziale porterà solo due "fortunati" fino a Marte, farà qualche giro attorno al Pianeta Rosso e tornerà indietro. Visto che il viaggio durerà mesi, un po' come il giro del mondo in barca a vela senza scalo, si cercano coppie affiatate, magari sposate da anni. Ovvia la pioggia di benevole battute in rete.
Buon ultimo, a questo punto, arriva il Presidente Obama con Nasa, con molta cautela e tanti dubbi l'agenzia spaziale americana pensa di andare prima su di un tranquillo e vicino asteroide con gli astronauti e poi, nel 2030, su Marte. Con molti forse.

Certamente l'ossessione per la conquista di Marte non è di oggi, a parte gli infiniti racconti e filmati sui marziani partiti negli anni 30 del secolo scorso, che vedono gli "omini verdi" ora invasori della Terra ora buoni fratelli che ci portano il progresso come nuovi Prometeo, il primo serio progetto per andare su Marte è del 1948 a firma Von Braun, il padre dello sbarco umano sulla Luna. Walt Disney ci fece un film di successo nel 1954, molti spezzoni si ritrovano anche su Youtube e sono piacevoli da vedere. Lo show business si era già accorto del Pianeta rosso insomma, parafrasando la famosa frase possiamo dire "niente di nuovo nel sistema Solare". E' di questi giorni l'uscita del libro di Buzz Aldrin, che camminò sulla Luna nel 1969, che parla proprio del perché dobbiamo andare su Marte. Anche se il perché è piuttosto semplice alla fin fine: è l'unico posto in cui, forse, possiamo arrivare.

Ah, dimenticavamo, per chi volesse iscriversi per il reality e successivo viaggio one way su Marte c'è ancora tempo, si chiude il 31 agosto.

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