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Questo articolo è stato pubblicato il 29 maggio 2013 alle ore 07:47.

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(Foto Ap)(Foto Ap)

L'astronauta Luca Parmitano e i suoi compagni di equipaggio della Soyuz sono entrati
nella Stazione Spaziale Internazionale (Iss), dove a luglio il pilota sperimentatore dell'Aeronautica militare diventerà il primo italiano a compiere una passeggiata spaziale. Parmitano, 36 anni, sposato e padre di due bambine, resterà per sei mesi
in orbita a bordo della Stazione, nell'ambito della missione Volare dell'Agenzia spaziale italiana. A bordo della Iss Parmitano ha raggiunto, insieme al comandante russo della
Soyuz Fyodor Yurchichin e all'americana Karen Nyberg, altri due russi, Pavel Vinogradov e Aleksandr Misurkin e l'americano Christopher Cassidy. L'astronauta catanese é il quarto italiano a salire a bordo della Stazione spaziale internazionale.
La Soyuz TMA-09M era partita nella tarda serata italiana dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, e si é agganciata alla Iss alle 4 del mattino ora italiana, dopo un volo record di meno di sei ore.

Il razzo vettore Soyuz, vecchio di concezione ma collaudatissimo, si è alzato dalla stessa rampa di lancio di Baykonur da cui decollò il primo uomo a orbitare attorno alla Terra, il sovietico Yuri Gagarin nel 1961. I quattro grossi motori e i booster laterali per i primi 2 minuti e mezzo hanno dato il meglio di sé sprigionando fiamme infernali e poi si sono staccati con perfetto tempismo. Dopo 7 minuti l'entrata in orbita, segnalata dall'assenza di gravità nella piccola cabina, in cui hanno iniziato a galleggiare i peluche che l'astronauta Nasa aveva portato nello spazio, forse per conto della figlia come altre volte è successo.

Molto impegnativa la missione per Parmitano, starà in orbita 178 giorni, un primato per l'Italia, e soprattutto effettuerà due missioni extraveicolari, al di fuori della Stazione Spaziale Internazionale, anche questo una prima assoluta per il nostro Paese, un'operazione che richiede una preparazione massacrante e meticolosa. Durante la sua permanenza in orbita l'astronauta italiano sarà al contempo uno scienziato e un manutentore della Stazione. Durante le sue due "passeggiate" in programma per luglio Parmitano si occuperà di importanti lavori di manutenzione sulle "mura" esterne della Iss, sposterà e collocherà strumentazioni scientifiche poste al di fuori della Stazione e realizzerà attività preparatorie per l'arrivo nel prossimo anno del modulo russo Mlm.

La partenza è stata seguita a Roma nella nuova sede dell'Agenzia Spaziale Italiana, con i ministri Maria Chiara Carrozza, per l'Istruzione e Ricerca e Mario Mauro, per la Difesa. Emozionata il ministro Carrozza che ha ricordato come, appena dopo la laurea, lavorò proprio in un centro dell'Agenzia spaziale europea in Olanda. Ma l'emozione non era certamente solo sua, ma di tutto il migliaio di persone che riempivano la sala conferenze, fra cui molti studenti a rappresentare l'interesse anche dei giovani per lo spazio. Come ha ricordato il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, anche se la Soyuz ha fatto un numero impressionante di lanci, più di 1700, la tensione per chi segue da terra un decollo è sempre eguale.

E proprio Saggese ha rivelato un particolare importante e non diffuso fino al lancio: forse Parmitano sarà messo alla prova quasi subito, all'arrivo del prossimo veicolo Atv previsto per i primi giorni di giugno. L'Atv, che già si sta preparando al decollo con il vettore europeo Ariane alla base della Guayana francese, è il mezzo robotico di trasporto che porterà provviste e materiale alla Iss come tante altre volte. Ma c'è un problema, forse uno degli specchi che l'Atv usa per calcolare la distanza con la Iss nella delicatissima fase di attracco, è stato rotto.

Parmitano ne ha portato con sé uno di riserva e se si scoprirà che l'Atv ha problemi ad attraccare dovrà uscire e sostituire lo specchio guasto prima che le batterie dell'Atv stesso si scarichino e tutto vada perduto. Ovviamente non si tratta di uno specchio qualsiasi, ma di un sofisticato retro riflettore laser capace di mantenere in perfetto assetto il grosso cargo volante, col suo carico di un paio di tonnellate di materiale. Forse quindi, l'astronauta italiano dovrà uscire anche nei prossimi giorni e fare il meccanico spaziale, altrimenti lì sopra a 400 chilometri di altezza resteranno a corto di cibo.

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