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Questo articolo è stato pubblicato il 21 giugno 2013 alle ore 11:31.

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(Ansa)(Ansa)

L'Europa all'assalto di Marte, con il progetto Exomars, ufficialmente e definitivamente partito questa settimana a Parigi Le Bourget con la firma fra Agenzia Spaziale Europea, Esa, e l'italiana Thales Alenia Space del contratto per la fase finale del programma. E' italiano quindi il principale contraente e responsabile della missione che prevede due diverse fasi.

Nella prima parte della missione, nel 2016, verrà inviato un mezzo sul suolo marziano, sostanzialmente per testare le tecnologie di atterraggio su quel pianeta, che l'Europa ancora non possiede, mentre nella seconda tranche del progetto, nel 2018, verrà portato sul suolo marziano, assieme ai russi di Roscomos, il rover più sofisticato mai pensato, un vero e proprio laboratorio di analisi chimico fisiche. Sorrisi distesi e soddisfazione vera alla firma del contratto che per Thales Alenia Space varrà, cumulando gli studi finora finanziati, 643 milioni a copertura totale della missione 2016 e parziale di quella 2018. 1.2 miliardi il costo complessivo con l'Italia partner di maggioranza, con il 33% dell'esborso, mentre U.K. verserà il 20%, la Francia il 15% e la Germania il 10%. Un progetto fortemente voluto e sostenuto negli anni dalla nostra Agenzia Spaziale, Asi, e che ha visto parecchi cambi di fronte e difficoltà, proprio negli ultimi due anni gli americani di Nasa si sono "sfilati" dal progetto per percorrere una loro diversa strada ma, per fortuna, si sono uniti i russi di Roscomos che con Marte hanno un fatto personale, dato che non sono quasi mai riusciti nelle loro imprese verso quel pianeta. Uno scambio di tecnologie, oltre che denaro, questo con i russi per la missione del 2018 che è provvidenziale anche per l'Europa.

E' Vincenzo Giorgio vice presidente di Thales Alenia Space per l'esplorazione e la scienza, che ci riassume bene il lungo cammino di Exomars, comune peraltro anche ad altre grandi missioni spaziali. «E' un momento questo che abbiamo atteso per anni e per il quale abbiamo lavorato tanto, tenendo la rotta fra cambiamenti di team, di progettazione, difficoltà finanziarie e anche alternarsi di politiche spaziali».

E in effetti a Thales Alenia Space sono già parecchio avanti, ad esempio con la prova e integrazione del modulo di discesa. L'Italia fa molto per Exomars, per la missione del 2016 metterà le tecnologie fondamentali per il Landing sul pianeta, i radar, campo in cui eccelliamo da tempo, il computer di bordo e soprattutto il software, un sofisticato sistema che va dalla simulazione del Landing, che non possiamo controllare in tempo reale per la distanza, alla gestione in intelligenza artificiale dei tremendi minuti di entrata nell'atmosfera marziana. E poi gran parte del modulo di discesa, tranne lo schermo che riparerà il modulo dal tremendo calore, e anche il delicatissimo paracadute, determinante per permettere al modulo di discesa di arrivare sano e salvo sul suolo marziano. Un'ulteriore tassello sarà costruito sempre in Italia ed è la centralina meteo Dreams che catturerà preziosissime informazioni sull'atmosfera marziana, la presenza di polveri e il campo elettrico. La faranno a Napoli, dove abbiamo all'Osservatorio di Capodimonte uno dei migliori centri al mondo per l'analisi di polveri spaziali, sotto la direzione di Francesca Esposito e con la collaborazione di altre università e centri di ricerca.

Tutti pezzi pregiati quindi, ma non è solo questo, che già sarebbe moltissimo, in questa fase è tutta italiana anche la progettazione il design e l'integrazione, un compito rilevante e di responsabilità. Nel 2016 quindi si parte, in gennaio, con i razzi vettori dei russi, si arriva a Marte dopo 9 mesi, gli si orbita attorno per un po' con il satellite principale, Tgo, Trace Gas Orbiter, per cercare tracce di metano nell'atmosfera, possibile indicazione di composti organici. Si lascia scendere il modulo che andrà a posarsi sul pianeta, Edm, facendo anche delle rilevazioni, benvenute e interessanti, ma il punto vero è saper arrivare al suolo e provare tutte le tecnologie per il gran finale del 2018, sempre sotto la responsabilità di Thales Alenia Space. E' quella infatti la missione che farà la differenza e che, si pensa e spera, verrà definitivamente finanziata dalla riunione dei ministri UE competenti per lo spazio del prossimo ottobre. L'Europa vuole portare sul Pianeta Rosso un rover grande come un grosso SUV, ma con caratteristiche spettacolari. Sarà infatti un vero e proprio laboratorio chimico fisico, molto più completo di quello che ha oggi a bordo il rover Curiosity di Nasa, che sta dando ottimi risultati peraltro. La differenza la fa anche, e forse soprattutto, il trapano del Rover di Exomars, capace di andare fino ai due metri di profondità, contro i soli 5 centimetri degli americani.

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