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Questo articolo è stato pubblicato il 28 luglio 2013 alle ore 08:31.

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Tra i vari meriti di Google Glasses c'è sicuramente quello di rilanciare la Realtà aumentata (Ar), la tecnologia che realizza l'«internet delle cose», in cui gli oggetti sono connessi. In questa direzione uno dei risultati più interessanti è Ar-Code di Seac02 società specializzata in software e soluzioni di realtà aumentata e virtuale: Ar-Code è un'applicazione mobile gratuita disponibile per Apple e Android che funziona in maniera semplice: «punta, ottieni, interagisci». «Punta» su una locandina, una copertina, una foto, la facciata di un palazzo, un quadro (la library si amplia di giorno in giorno) senza bisogno di un Qr Code, ma semplicemente con il riconoscimento dell'immagine. «Ottieni» i dati riguardanti l'oggetto: video, foto, articoli, commenti, link e quant'altro. E poi «interagisci» condividendo con gli altri utenti in maniera "social" o postando a tua volta contenuti.
Per Andrea Carignano, fondatore e ceo di Seac02: «La Ar è una tecnologia abilitante per un servizio e può essere anche un nuovo media in grado di mettere a sistema lo spazio urbano, articoli, informazioni, spot e anche quello che "va" in tv». È la gestualità intuitiva di questa tecnologia a renderla così efficace ed «è rivoluzionario pensare che ti basta inquadrare qualcosa che inoltre non è stato pensato per questa funzione... e così un palazzo, una facciata, un quadro, si trasformano in una fonte di dati accessibili». Per questo motivo una delle principali linee di sviluppo sono le guide turistiche: «per ora Vigevano, a breve molte altre città avranno guide in Ar in cui lo stesso spazio urbano si trasforma in un museo o in uno sportello aperto per il cittadino». Come nel caso di Palazzo Lascaris sede del Consiglio regionale piemontese che grazie ad Ar-Code fornisce contenuti multimediali interattivi riguardanti le informazioni istituzionali e artistiche, semplicemente inquadrando con l'apposita app su tablet e smartphone la facciata dell'edificio. Nel caso delle guide turistiche i beni culturali diventano essi stessi i portali informativi che trasformano la città in un enorme database che permette di creare percorsi personalizzati e persino "sentimentali".
I beni culturali divengono strategici in ambito turistico ma anche la cultura può svolgere un ruolo centrale, come nel caso di Movie Scanner, il sistema con cui basta puntare l'obbiettivo su una locandina per accedere direttamente a diverse informazioni sui film: trailer, trama, cast, commenti eccetera. Un progetto che al momento è attivo in 14 Paesi, in 14 lingue diverse (in Italia è in partnership con Cinematografo.it).
Facendo il punto con Carignano si può affermare che «oggi l'ostacolo più grande è quello di far capire ai clienti un po' disillusi dalle prime prove di Ar che non si tratta solo di un gioco ma di uno strumento efficace, anche di discovery, in quanto permette di riconoscere il mondo che ci circonda». Mentre il prossimo step è quello dell'utente singolo che si trasforma in editore: le informazioni vengono condivise e diventano interattive all'interno di una community con il plus di locarsi negli spazi urbani che possono essere taggati con informazioni rese accessibili: video, commenti, riflessioni, sentimenti, scegliendo la community con cui condividere e con cui creare questo spazio aumentato.
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