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Questo articolo è stato pubblicato il 30 luglio 2013 alle ore 12:53.

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Facebook primo al mondo: per i big la frontiera è l'internet mobile

I vertici delle classifiche globali dei social network sono ormai consolidati. Facebook ha ampliato i suoi confini in gran parte del mondo. E poche grandi reti sociali online competono per il primo gradino. Sono alcuni risultati della visualizzazione sul blog Vincos aggiornata al mese di giugno del 2013. Che lascia intuire la punta di un iceberg: molti altri social network hanno trovato l'attenzione del pubblico sul web, ma non sono arrivati in cima.

Le trasformazioni globali
Facebook ha percorso una strada molto ripida e in salita. Doveva dimostrare capacità di innovazione tecnologica e contemporaneamente rispondere alle pressioni della Borsa. I dati del secondo trimestre indicano che sembra aver imboccato il sentiero giusto. Un pilastro decisivo è stato l'accesso su smartphone, tablet e laptop. Ha raggiunto 819 milioni di utenti mensili da dispositivi mobili con un aumento del 51% in un anno. Il 41% del fatturato pubblicitario del secondo trimestre deriva da inserzioni commerciali progettate per la visione in mobilità. Ma Facebook non riposa sugli allori. Prosegue nella Graph Search. E attraverso il laboratorio su cloud di Parse sta costruendo un ecosistema di applicazioni software. Non è decollato però l'uso dei Facebook Credits.

Le monete digitali sono state invece il trampolino di un altro grande social network, Qzone, diffuso in Cina. Per coinvolgere pubblico ha potuto contare sull'instant messaging che aveva avviato l'ascesa durante l'espansione di internet tra gli utenti di lingua mandarina. Il colosso hi-tech che ha sviluppato Qzone è Tencent. Ha in cantiere una sua piattaforma per i pagamenti dai dispositivi mobili in modo da arginare un rivale locale come Alibaba. E accelera con WeChat: semplificando, è un'applicazione di instant messaging simile a WhatsApp.

L'evoluzione del web ridisegna visioni. Di recente l'amministratore delegato del social network Vkontakte, Pavel Durov, ha dichiarato al quotidiano economico Vedomosti che ha avviato colloqui con le etichette discografiche: la rete sociale online aveva ricevuto critiche dovute alla distribuzione tra le sue pagine di audio e video che infrangevano le normative sul copyright. Sono in corso negoziazioni con Sony Music, Warner Music e Universal Music per trovare un accordo. Inoltre Vkontakte accelera sull'espansione nei dispositivi mobili e continua il duello con Odnoklassniki. Durov è considerato il Mark Zuckerberg russo: pochi lo sanno ma il giovane talento prodigio del software è nato a Torino, come indica nel suo profilo di Vkontakte, e ha trascorso i primi anni dell'infanzia in Piemonte secondo quanto ha riportato l'agenzia di stampa Rt. Conservano i vertici delle rispettive graduatorie Draugiem in Lettonia e Cloob in Iran.

Le frontiere di analisi
Come scrive Vincenzo Cosenza, autore del blog Vincos, "mancano dati sui social media emergenti e il loro utilizzo da mobile". Inoltre resta difficile comporre il mosaico nel mondo di altre reti sociali online come Friendster, Google+, LinkedIn, Pinterest, Tuenti, Twitter che non hanno conquistato la prima posizione in una classifica nazionale. E trova spazio una coda lunga di tanti piccoli social network verticali che vivono in simbiosi con le grandi piattaforme.

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