Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 31 luglio 2013 alle ore 08:18.

My24
La soluzione al sovraccarico informativo? Risposte prima delle domande con la ricerca predittiva

Pianificare gli orari della giornata o scegliere un brano musicale da ascoltare: gli appunti digitali e gli scaffali delle vetrine online talvolta complicano le decisioni invece di semplificarle. È il sovraccarico informativo. Alcuni giganti hi-tech hanno investito sulla ricerca predittiva e provano ad anticipare le esigenze degli utenti attraverso un'analisi delle loro abitudini e del contesto circostante.
A spiegarlo è un articolo del New York Times: indaga su una generazione di applicazioni software in grado di rendere i processi decisionali più efficienti e rapidi.

Assistenti personali
Con Google Now non è insolito ricevere un avviso sul tempo che occorre impiegare per raggiungere l'ufficio secondo le condizioni del traffico in strada: si tratta di un'applicazione software per smartphone e tablet con il sistema operativo Android dalla versione 4.1 (Jelly Bean) in poi. Contribuisce anche a pianificare decisioni sugli orari del trasporto pubblico o dei voli aerei. In seguito mediante un'unica procedura abiliterà la prenotazione di hotel e servizi di ristorazione.
Era stato Eric Schmidt, presidente di Google, a dire che il futuro della ricerca online del colosso di Mountain View sarebbe stato nella capacità di anticipare i bisogni degli utenti.
Sono ancora i primissimi passi. I confini arrivano all'internet degli oggetti e al wearable computing: ad esempio, gli smart glasses ricordano un appuntamento oppure il frigorifero segnalerà attraverso un'applicazione software qual è il momento migliore della giornata per andare al supermercato. È un terreno che richiama startup come Evernote, un'app simile a un block notes, oppure Cue, un'altra app che permette di gestire gli impegni quotidiani.

Social discovery
Anche altri colossi hi-tech hanno orizzonti ambiziosi: sono impegnati a capire gli interessi degli utenti attraverso i loro social network online per consigliare, ad esempio, il prossimo album musicale da ascoltare o il prossimo libro da leggere. Non sorprende che un pioniere sia stato Amazon dove il pubblico sceglie dalle vetrine digitali e si scambia consigli.
Più di recente ha conquistato terreno la social discovery abilitata dall'integrazione con le reti sociali sul web come Facebook. Ad esempio la webradio Spotify sta sviluppando algoritmi che permettono agli iscritti di orientarsi in un catalogo immenso di brani musicali e trascorrere più tempo nella piattaforma.

Menti digitali
Quello di Watson è un programma di intelligenza artificiale varato da Ibm: da tempo il gigante dell'information technology ha avviato anche sperimentazioni con i dispositivi mobili. Che diventano assistenti personali tuttofare soprattutto nel settore business. Le prospettive vicine sono immense e proseguono i test in aziende e ospedali. All'invenzione di applicazioni creative contribuiscono inoltre gli studenti nelle università.
Percorsi simili nella semplificazione delle relazioni con gli utenti sono intrapresi anche da alcune startup in Italia specializzate in settori di nicchia: Intoote ha progettato conversational agents in grado di rispondere alle richieste delle persone come in una normale discussione.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi