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Questo articolo è stato pubblicato il 01 settembre 2013 alle ore 08:28.

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Anche il giornalismo subisce il fascino della gamification. Uno dei primi giornalisti a raccontare attraverso i social network gli avvenimenti in Egitto durante le proteste di piazza Tahrir del 2011 è stato Nicholas Kristof. Ha scritto brevi messaggi. Come se avesse a portata di mano un taccuino per gli appunti. Inoltre ha dialogato in diretta con il pubblico delle reti sociali online che chiedeva aggiornamenti.
Le sue conversazioni nei social media hanno contribuito a immaginare Half the Sky Movement: The Game, un gioco su Facebook ispirato all'omonimo libro di Kristof (https://apps.facebook.com/halftheskymovement/?fb_source=search&fb_appcenter=1). Apre una finestra sulla condizione femminile nelle nazioni in via di sviluppo. Ad esempio nel videogame una donna compra alcuni farmaci dopo aver chiesto l'autorizzazione al marito e per pagarli è costretta a vendere i manghi del suo giardino. Il tempo trascorso giocando si trasforma in donazioni finanziate dagli sponsor e destinate alle organizzazioni non profit. Con una maratona di 24 ore hanno raccolto 10mila dollari in una giornata. I risultati? Un'analisi di Half the Sky Movement diffusa lo scorso luglio indica che 970mila persone hanno preso parte al videogame su Facebook: otto su dieci sono donne e il 51,4% degli utenti ha un'età fra 18 e 34 anni.
Invece per comprendere le sfide sul campo di un inviato Free Press Unlimited e Ncdo hanno varato On the Ground Reporter: Darfur (http://www.radiodabanga.org/darfurgame/english/game.html). Ricostruisce l'itinerario di un giornalista dal momento in cui decide di raggiungere la nazione africana: ad esempio occorre valutare in che modo attraversare i confini o come cercare un interprete tra le capanne di un villaggio e parlare con gli abitanti.
Half the Sky Movement: The Game e On the Ground Reporter: Darfur sono opportunità di comprendere meglio i contesti culturali e vestire i panni dei reporter. Entrambi hanno elementi dei newsgame che descrivono un'ampia categoria con radici anche nella cronaca, come Homeland Guantanamos (http://www.homelandgitmo.com), oppure nella rielaborazione di mondi distopici, per esempio con America 2049 (https://apps.facebook.com/twentyfortynine/?fb_source=search&fb_appcenter=1). Sono sperimentazioni che conquistano terreno fra i giornalisti più abili nell'uso dei codici informatici. Tre reporter di ProPublica hanno lanciato HeartSaver durante una hackathon: una mappa digitale permette di accompagnare i pazienti negli ospedali dell'area e di visualizzare il tempo medio necessario per arrivare alle strutture sanitarie da una strada della città. È un prototipo ricostruito in poche ore. Ma dimostra quanto possano essere semplici da utilizzare gli strumenti online in modo da plasmare le narrazioni dei newsgame. Il Guardian, invece, durante le Olimpiadi di Londra ha varato un gioco dove i partecipanti possono scrivere quanto tempo impiegano per coprire la distanza di 100 metri e confrontare il loro risultato con le prestazioni dei campioni (http://www.theguardian.com/sport/interactive/2012/jul/23/could-you-be-a-medallist).
Quella dei newsgame è un'ampia galassia. Che illumina un palcoscenico immenso per la data literacy. Quasi due anni fa gli abitanti della Terra sono diventati 7 miliardi: la Bbc ha pubblicato una pagina dove monitorare l'evoluzione della popolazione globale dal 1500 (http://www.bbc.co.uk/news/world-15391515). Budget Hero invece risale al 2008. Gli utenti vedono gli effetti delle loro decisioni dopo alcuni decenni (http://www.publicinsightnetwork.org/budgethero) e in questo modo possono valutare i traguardi raggiunti dalle policy che hanno adottato. È uno spazio ludico che ha coinvolto finora 47mila persone.
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