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Questo articolo è stato pubblicato il 22 settembre 2013 alle ore 09:00.

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Il nome di Joseph Vardi è strettamente legato alle startup digitali, nelle quali ha fortemente creduto sino dal 1996. Ma la sua inclinazione per l'innovazione si manifesta già nel 1969, anno in cui – a 26 anni – fonda e dirige Tekem, prima software house israeliana, ora in mano alla Ness Technologies, azienda da 8.000 dipendenti dislocati in 11 Paesi. In quegli anni Vardi è pioniere anche di quelli che oggi si chiamano "business angel" e, oltre a investire in startup digitali, collabora alla fondazione di alcune di queste: Mirabilis, poi venduta ad Aol, Tucows quotata in borsa e Gteko, rilevata da Microsoft.
Per Vardi, che sarà ospite a Roma di TechCrunch Italy (26 e 27 settembre), l'imprenditorialità italiana è buona e deve ancora dare il meglio di sé. Il vero potenziale emergerà nei prossimi anni con quello che definisce un "boom significante". «L'innovazione non risiede solo nelle idee rivoluzionarie ma anche nel trasporre online servizi già esistenti – dice a Nòva –. Un concept utile che copre una necessità è già innovazione: può ridisegnare e migliorare l'ambito in cui si colloca». I settori più appetibili? Big Data, cloud computing, internet delle cose, wearable computing e robotica, sempre secondo Vardi il quale, offre uno spunto di riflessione: «Se un'idea è davvero buona è molto probabile che esista già e che qualcuno ci stia già lavorando», la discriminante diventa quindi la preparazione del team imprenditoriale, gli investitori preferiscono le persone che dimostrano di avere conoscenze approfondite del mercato a cui si rivolgono oppure, come dice Vardi, «quelle che hanno fatto bene i compiti a casa». É un male comune quello di presentarsi a possibili investitori e mostrarsi lacunosi nell'esposizione delle idee, nell'allestimento del businness plan, nel conoscere concorrenti, mercato e strategie. La presenza di Joseph Vardi a Roma è più che simbolica; Israele e Italia sono unite anche da "Startup boot-camp Tel Aviv", concorso internazionale che coinvolge neo-aziende di 14 Paesi. Quest'anno l'Italia sarà rappresentata da Atooma che si è aggiudicata la partecipazione il 17 settembre, battendo in finale iCoolHunt e RispamioSuper. Lo "Startup boot-camp Tel Aviv" (12-17 ottobre) è un'occasione per incontrare e farsi conoscere da investitori e imprenditori di tutto il mondo in una realtà, quella israeliana, capace di attirare capitali più di quanto sappiano fare Usa e Paesi Ue.

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