Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 03 ottobre 2013 alle ore 09:06.

My24
Guerre stellari iniziate (sulla Terra)Litigio tra i miliardari Bezos e Musk per acquisto base a Cape Canaveral

Le guerre stellari sono iniziate, e non nello spazio, ma proprio qui sulla Terra. Due delle nuove importanti compagnie spaziali private, SpaceX e Blue Origin si contendono a furia di lettere, dichiarazioni vicine alla diffamazione e duro lavoro delle relative lobbie il contratto con Nasa per l'utilizzo della base di lancio 39 A in Florida.

La storia è quanto mai semplice. Nasa ha due basi di lancio nello storico Cape Canaveral in Florida, oggi citato come John Fitzgerald Kennedy Space Center, le 39A e B. Dalla prima partivano niente meno che gli Space Shuttle, sostanzialmente anche se non unicamente diretti alla Stazione spaziale internazionale, Iss. Ora non sono più usati ma comunque costano di manutenzione 1,2 milioni di dollari all'uno. Una quisquiglia su un bilancio di 14 miliardi di dollari, ma da quelle parti l'ira del taxpayer è molto temuta e quindi, siccome Nasa non pensa di farsene più nulla, la 39 A è stata resa disponile ai privati con una procedura simile all'asta.

Concorrenti due pezzi da 90 della new economy, Jeff Bezos di Amazon, che si cimenta nello spazio con la sua Blue Origin, e Elon Musk, passato dall'invenzione di PayPal a quelle delle macchine elettriche Tesla a, finalmente, la sua compagnia spaziale SpaceX, che ha già contratti per un paio di miliardi di dollari con Nasa.

SpaceX infatti ha saputo dimostrare di essere in grado di portare rifornimenti alla ISS a 400 chilometri di altezza, saper lanciare satelliti privati con il suo razzo vettore Falcon e, realisticamente, di poter trasportare anche astronauti in tutta sicurezza nel prossimo futuro. SpaceX vuole la base storica di Nasa tutta per sé, in un primo momento, e Bezos muove le sue leve al Congresso. Blue Origin ha un track record, come si dice, di fallimenti spaziali non da poco, non è riuscita a mettere in orbita nulla finora, però si sa Bezos non è un ciarlatano e fa forza su uno dei tasti più forti dell'economia americana: il monopolio. I concorrenti di SpaceX, dice, sanno già andare nello spazio, se gli date anche la base di lancio migliore di fatto avrà il monopolio di un ricco mercato appena sbocciato, quello dello spazio "privato". Contromossa di Musk, Blue Origin non vale niente, non farà mai nulla di buono, metto quindi per iscritto che se entro 5 anni riesce a far volare qualcosa verso la Iss la mia SpaceX gli darà parte della base di lancio 39A. Rischioso ma pare sicuro di farcela.

Insomma dal piano formale a quello politico, poi a quello legale e ora siamo quasi quasi a quello personale. Tanto che Nasa, che doveva decidere per il 30 di settembre, viste le gatte da pelare che ha, si è presa tempo fino a metà dicembre per la sentenza finale che, si annuncia "salomonica"

Su tutto aleggia l'indecisione assoluta messa in campo dallo shutdown del bilancio federale dal 1 ottobre, che ha anche su Nasa incredibili conseguenze. Basti pensare che di 18mila addetti dal 1° ottobre Nasa ne mantiene solo 600, assicurando in pratica la direzione e la vita degli astronauti in volo sulla Stazione spaziale internazionale. Situazione sconosciuta nell'Europa del welfare, ma per sincerarsene basta cercare il glorioso e ricchissimo sito web di nasa, www.nasa.gov, uno dei primi in linea nell'ormai lontano 1994. Al lettore la verifica e la sorpresa.

Commenta la notizia