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Questo articolo è stato pubblicato il 18 novembre 2013 alle ore 20:57.

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Nasa ci tenta per la ventunesima volta con Maven, l'ultima delle missioni marziane degli Usa, che è partito perfettamente alle 19,28 ora italiana da Cape Canaveral, Florida. Il compito è svelare un segreto di Marte che le quattordici missioni precedenti che hanno avuto successo non hanno potuto chiarire: dove è finita tutta l'acqua che c'era, senz'altro, sul pianeta rosso? Poteva fiorire la vita in questo mondo che ora ci appare rosso e sterile anche più del peggior deserto terrestre?

Maven, Mars Atmosphere and Evolution Volatile, deve risponde a queste domande, è costato 671 milioni di dollari, avrà 10 mesi per arrivare a Marte per poi orbitargli intorno a lungo e studiare la sua alta atmosfera, sottile e leggera, quasi impalpabile rispetto alla nostra.

Gli scienziati vogliono sapere perché il pianeta è passato dall' essere caldo e umido durante i suoi primi miliardi di anni alle condizioni attuali. I segni della presenza di un'atmosfera spessa e acqua alla superficie, con condizioni, almeno sulla carta, buone per sviluppare la vita microbica sono oramai anche troppe: segni di erosione del suolo, vari letti di torrenti e ruscelli trovati e fotografati.

Maven, 2,4 tonnellate, coi suoi 8 strumenti scientifici analizzerà l'alta atmosfera marziana cercando di misurare il ritmo con cui le molecole che la formano se ne vanno definitivamente nello spazio, continuando a impoverire il pianeta. Questo potrà dirci cosa è successo al clima marziano, perché è cambiato così repentinamente perché ci siamo ridotti ad un mondo di polvere e sassi.

Inutile dire che il tutto interessa anche noi, dato che sono in molti oramai ad asserire che il cambiamento climatico in atto sulla Terra è piuttosto preoccupante. I dati del nuovo satellite Usa, che, grazie a una traiettoria più favorevole, arriverà su Marte qualche giorno prima di quello indiano, verranno ovviamente ad aumentare il già ricchissimo patrimonio di conoscenza che i tanti satelliti che attualmente sono in orbita attorno a a quel pianeta, assieme ai mezzi al suolo, continuano ad arricchire.

Il pianeta è infatti letteralmente sotto assedio e i due che sono in cammino, Maven e il satellite indiano, andranno ad aggiungersi alle altre due sonde Nasa in esercizio, MRO, Mars Reconnaissance Orbiter, e Mars Odyssey, la veterana delle sonde marziane. L'Europa partecipa con Mars Express, in orbita da anni, e ha in cantiere due missioni in cui l'Italia è molto impegnata, come scienza e anche come industria: Exomars 1 nel 2016 che resterà in orbita attorno a Marte e Exomars 2 nel 2018, che farà scendere un rover molto sofisticato sul pianeta.

Al suolo di Marte è peraltro operativo da quasi 15 mesi il rover Nasa Curiosity, una specie di Suv spaziale con un piccolo laboratorio chimico a bordo, mentre l'altro rover Nasa, Opportunity, che doveva lavorare qualche mese, ha superato i dieci anni di esercizio. Verrebbe da dire, come per le automobili, roba così solida non si fa più.

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