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Questo articolo è stato pubblicato il 29 novembre 2013 alle ore 11:31.
L'ultima modifica è del 29 novembre 2013 alle ore 11:41.

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La cometa Ison (Ap)La cometa Ison (Ap)

Ison non ce l'ha fatta, come è successo a tante altre comete il passaggio al perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole, è stato fatale per questa palla di roccia, polveri e ghiaccio che prometteva, almeno secondo i media, di divenire la cometa più bella del secolo. Si è frantumata probabilmente in molti pezzi o addirittura in parte vaporizzata.

Non tutte le speranze sono però perdute, un sostanzioso pezzo potrebbe essere sopravvissuto, come sembrano indicare alcune immagini da satellite. Le prossime ore potrebbero confermarlo o smentirlo. Comunque sia non sarà lo spettacolo natalizio che tutti ci aspettavamo e che sembrava, ieri, assicurato. Ma le comete, da sempre, hanno un andamento molto incerto, troppe variabili influenzano la loro vita, dalla composizione del nucleo all'orbita all'attività solare. Proprio ieri, ad esempio, quando Ison era a un paio di milioni di chilometri dal Sole, distanza molto piccola, la nostra stella ha eruttato un brillamento di notevole entità, che si vede anche nei filmati dallo spazio. Ricevere una ventata di plasma incandescente e particelle elementari non fa piacere a nessuno, tanto meno a un corpo in parte costituito da ghiacci.

Ieri sera Ison è stata dichiarata persa dopo che non era riapparsa nel punto prestabilito e all'ora in cui la si attendeva, calcolati entrambi dai valori della sua arcinota orbita.
Il suo nucleo, grande si stima un paio di chilometri, era passato infatti a poco più di un milione di chilometri dal Sole vero le 20 ora italiana, subendo il doppio fatale attacco della tremenda forza di gravità che l'ha spaccata come uno schiaccianoci frantuma una noce. La radiazione, siamo almeno a 2000 gradi, e le particelle emesse dal Sole hanno fatto il resto.

L'Agenzia Spaziale Europea, Esa, aveva battuto le campane a morto ieri sera, forse per battere in velocità gli americani, ma ha dovuto ritrattare, perché, come abbiamo detto, un piccolo frammento sembra essere emerso dall'abbraccio fatale con la nostra stella. Cosa succederà ora è tutto da capire e anche gli astrofisici specialisti in questo campo semplicemente aspettano. In fondo anche un solo pezzo di cometa potrebbe andarci bene per Natale.

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