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Questo articolo è stato pubblicato il 27 febbraio 2014 alle ore 07:13.
L'ultima modifica è del 27 febbraio 2014 alle ore 08:17.

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Le immagini del lago Folsom Lake, vicino a Sacramento, Usa, sono impressionanti, anche perché si riferiscono alla California, terra che per noi è il regno del Sole, dello star bene, della frutta e del buon vino americano. Invece in pochi mesi la siccità che attanaglia quello stato degli Usa ha fatto un lavoro micidiale, portando il lago stesso, uno dei maggiori servatori idrici della regione, ai minimi storici. Per questo è in atto una vera e propria battaglia da terra, dal cielo e dallo spazio.

Niente di cruento certamente, ma l'impego di aerei e satelliti di Nasa per fornire in continuazione alla DWR, Dipartimento Risorse idriche della California, dati sulla situazione idrica che è a livelli così critici. Se non piove e se la neve non si scioglie che mai possono fare dei satelliti di telerilevamento, viene da chiedersi. Giusto, non è che fanno piovere, aiutano i manager delle risorse dello stato a capire come evolve la situazione e comportarsi di conseguenza. D'altronde il Governatore lì ha già emanato lo stato di emergenza e se non cambia la situazione meteorologica non andrà troppo bene per l'acqua in California, che ne consuma molta anche per l'industria e soprattutto per le coltivazioni e agricoltura, l'impatto economico rischia di diventare molto forte. Capire quindi se e quanto pioverà con anticipo e fare una stima più accurata di quel grande serbatoio idrico che sono le nevi è un fatto fondamentale e a questo importante esercizio, che non vale certo solo per la California, è chiamata oggi l'Agenzia spaziale statunitense sviluppando un sistema integrato di monitoraggio da aereo e da satellite.

Importante anche lo studio, tramite radar dallo spazio, delle acque sotterranee rivelabili grazie al fenomeno della subsidenza dei terreni, in pratica un lento e spesso impercettibile sprofondamento che però le immagini radar mettono in rilievo. Pare che in California, dai primi dati, questi serbatoi sotterranei siano in numero e capacità importanti. Il progetto in sviluppo in California rientra in una sempre maggior attenzione di Nasa, ma anche dell'Agenzia spaziale europea, verso le risorse di base del pianeta, sempre più a rischio: acqua e aria.

Proprio a fine mese, il 27 febbraio, verrà lanciato un nuovo satellite, GPM, Global Precipitaion Measurement, che Nasa svolge in associazione con la Jaxa, l'Agenzia Spaziale giapponese. Scopo della costellazione di satelliti è capire fino in fondo il ciclo vitale dell'acqua, compito tutt'altro che facile e lo dimostra il fatto che nei prossimi sette anni Nasa ha in programma il lancio di vari altri satelliti per l'osservazione della Terra finalizzati proprio allo studio delle risorse idriche. Considerato che siamo fatti noi stessi per il 70% di acqua meglio avere cura di questa ‘risorsa insomma, dall'uso del rubinetto di casa ai sofisticati satelliti che ci tutelano dalla siccità.

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