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Questo articolo è stato pubblicato il 05 maggio 2014 alle ore 19:17.

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a Terra vista dalla Issa Terra vista dalla Iss

Un flop mondiale, anzi spaziale nel vero senso della parola. E' quello in cui è malamente incorsa, durante il fine settimana, l'Agenzia spaziale americana, Nasa, che nell'immaginazione di tutti è simbolo di perfezione ed efficienza. Intendiamoci, niente di grave e nessun danno a uomini e cose, solo uno spettacolo promesso e annunciato addirittura nella prima pagina del sito dell'Agenzia che è abortito dopo poche ore dall'inizio, con grande e planetaria delusione degli appassionati e una sfilza di commenti salaci che dura oramai da sabato mattina.

Non solo non si vede la Terra che sfila sotto la Stazione Spaziale Internazionale come promesso, ma da sabato sul sito web dell'esperimento c'è solo uno screen di color grigio con una triste scritta «Temporaneamente fuori servizio», che uno magari si aspetta per un distributore di bibite o un bancomat, ma certo non per un esperimento spaziale milionario. Non solo, per tutto il week end agli utenti che imploravano una spiegazione non è stato risposto nulla, tanto che varie domande ironiche nella chat room della Nasa erano del tipo «Chi avverte gli alieni che non vengano di sabato e domenica? Alla Nasa dormono, non disturbateli».

Quattro telecamere montate il 30 aprile scorso all'esterno sulla Stazione spaziale internazionale, Iss, avrebbero dovuto spedire a terra, per la gioia di tutti noi, riprese del nostro pianeta con i suoi enormi oceani, i mari, i continenti. Si doveva vedere esattamente quello che gli astronauti vedono dalla Stazione a 400 chilometri di altezza e che rappresenta per loro uno spettacolo irrinunciabile cui si affacciano appena hanno un momento libero dall'impegnativo programma di volo. Pare infatti che tutti si mettano appena possibile al balcone, davanti alla famosa "cupola", il primo e unico bowindow spaziale a sei finestre di costruzione italiana.

Per qualche ora l'esperimento ha fatto il suo dovere, mandando lo spettacolo stupendo della Terra che letteralmente si srotolava sotto i loro obiettivi, ma poi qualcosa, nell'elettronica di controllo o, pare della trasmissione, non ha funzionato ed è subentrato, per la disperazione di chi si era sintonizzato allora, il terribile schermo grigio.
Le telecamere, di ottime prestazioni ma commerciali, come quelle che abbiamo nei migliori negozi anche noi, e tutto il bagaglio di elettronica sono contenute in scatole a pressione e temperatura controllata, l'ambiente spaziale è parecchio ostile.

Hdev è il nome dell'esperimento, High Definition Earth Viewing, non è svolto solo per farci gustare la visione stupenda del pianeta blu, ma soprattutto per testare il possibile utilizzo di materiale commerciale nello spazio in campi che non sono critici per la sicurezza e la riuscita degli esperimenti. Una telecamera commerciale della migliore qualità costa da 10 a 30 volte meno di una costruita con specifiche "spaziali, d'accordo, ma l'inizio non sembra dei migliori.

Qualcosa è andato male quesi subito, e va bene, è un esperimento, ma quello che ha fatto infuriare gli utenti è la mancanza assoluta di informazioni, come dire: tu mi hai viziato con gli effetti speciali per anni e adesso mi lasci senza neppure dirmi che è successo.
E' probabile che nelle prossime ore il tutto sia rimesso in sesto, anche ora val la pena di guardare se funziona e leggere i commenti ironici degli appassionati che lasciano qualche frase nella chat, tipo «Lo schermo grigio più costoso dell'Universo» o «Gli ufo si sono rubati le telecamere, dovevano metterci un allarme».

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