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Questo articolo è stato pubblicato il 18 giugno 2014 alle ore 18:47.

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Il 14 e 15 giugno I3P, incubatore di imprese del Politecnico di Torino, ha ospitato la Turin JamToday, una kermesse dedita all'educational game, i videogiochi concepiti per l'apprendimento. Anche in un panorama tanto vasto il problema della riservatezza, soprattutto online, si è fatto sentire talmente forte da sbaragliare tutti i concorrenti. Ha vinto LostID, videogame di spionaggio che proietta il giocatore in uno scenario nel quale viene dato risalto alle trappole e ai rischi della condivisione di informazioni in Rete. Oltre ad avere vinto la maratona di 48 ore il team, formato da neodiplomati e da studenti del Politecnico di Torino si è visto assegnare anche il premo speciale TreataBit, ossia il programma per startup digitali di I3P.

In una delle sue tante declinazioni, l'educational game può essere d'aiuto alla diffusione della cultura della protezione dei propri dati (e quindi di se stessi). Questo lo spirito che ha accomunato Gaetano Marrone, Riccardo Moscatello, Edoardo Maida, Marco Giannitti e Thierry Fornetti.

Non solo privacy ma anche approccio ai fondamentali dell'era digitale, come nel caso del secondo classificato, Programmed Brawl, videogioco per imparare i principi della programmazione, ideato e realizzato da due studenti (17enni) dell'Istituto Tecnico Industriale G. B. Pininfarina (Moncalieri, Torino). In terza posizione, ad opera del team Chickaboom, il videogame Compilator che simula il processo di compilazione di un programma.

Ai primi due classificati è stato riservato un corso presso la scuola per arti digitali Event Horizon, mentre il terzo premio consiste in una Gift Card per Windows Store offerta da Microsoft, pure sponsor della manifestazione. Gaetano Marrone, e questo è uno spunto di riflessione, spiega a "Il Sole 24 Ore.com" perché il team di cui fa parte ha pensato ad un videogame sulla privacy: «è il frutto di un brainstorming alla fine del quale sono usciti argomenti che ci stanno a cuore legati alla riservatezza, al copyright e all'identità digitale. Due membri del gruppo non sono iscritti a nessun social network».

L'età media dei membri del team è di 22 anni, ciò significa che riservatezza, privacy e tutela sono temi cari anche ai giovani che hanno un alto tasso di alfabetizzazione informatica. Altro valido motivo per estenderla anche ai giovanissimi.

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