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Questo articolo è stato pubblicato il 04 luglio 2014 alle ore 11:28.
L'ultima modifica è del 04 luglio 2014 alle ore 11:35.

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Il satellite BepiColombo mostra la sua complessità nella fase di IntegrazioneIl satellite BepiColombo mostra la sua complessità nella fase di Integrazione

BepiColombo, il complesso satellite frutto di una collaborazione fra l'Agenzia Spaziale Europea, Esa, e la giapponese Jaxa lascia gli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space per andare a fare i test conclusivi negli stabilimenti di Esa in Olanda, Noordwijk. Il lancio avverrà nel 2016 grazie a un vettore europeo Ariane, ed è Mercurio l'obiettivo della piccola carovana di 3 moduli che raggiungeranno il pianeta per poi dividersi, uno di propulsione, il modulo europeo che contiene anche 4 sofisticati italiani e quello giapponese che studierà soprattutto la magnetosfera del pianeta, un vero enigma scientifico.

La sua costruzione, come prime contractor, è di Airbus Defence and Space in qualità di prime contractor mentre l'italiana Thales Alenia Space coordina un gruppo di oltre 35 aziende europee. Gli italiani hanno progettato e realizzato i sistemi di telecomunicazione, controllo termico, distribuzione potenza elettrica, integrazione e prove del satellite completo, nonché sarà a loro carico l'esecuzione della campagna di lancio. Una bella responsabilità che però conferma come la nostra industria abbia capacità di primissimo livello in campo spaziale. Transponder e sofisticate antenne per esperimenti di radio scienza sono anche a carico italiano.

Se la parte industriale è di primo livello non meno lo è quella scientifica, finanziata e supportata dall'Agenzia Spaziale Italiana, Asi. La comunità dei planetologi tricolori è riuscita a proporre, progettare e sviluppare, ben 4 degli 11 strumenti di bordo, dalla Stereo Camera di nuovissima concezione SIMBIO-SYS, all''accelerometro ad alta sensibilità ISA, dall'esperimento di radioscienza MORE, a SERENA, per lo studio dell'ambiente attorno a Mercurio.

Uno degli scogli da superare erano le condizioni ambientali in cui opererà il satellite, una temperatura molto alta dovuta alla vicinanza del piccolo pianeta al Sole, solo 50 milioni di chilometri, 1/3 della distanza Terra Sole. I tecnici pensano che la sonda dovrà sopportare temperature, all'esterno, di più di 300°, con punte anche superiori, mentre all'interno dei moduli gli strumenti dovranno stare sotto i 40°. Una bella sfida, superata, per le protezioni termiche.

BepiColombo dovrà dirci molte cose di questo piccolo pianeta di roccia arroventata, grazie ai suoi strumenti potremo capire molto dell'origine e evoluzione, studiarne in dettaglio forma, struttura interna e capire nella sua esosfera, nei dintorni del pianeta, come varia lo strano campo magnetico di cui è dotato. Non da ultimo avremo una determinazione fine del suo moto, sottoposto, per la vicinanza, alla spaventosa attrazione gravitazionale del Sole che crea effetti di relatività generale tutti da misurare.
Un risultato importante, anch'esso tutto italiano, sarà una mappatura dettagliatissima, ad oggi inesistente, del pianeta, grazie alla stereocamera Osiris. «È la prima volta che mandiamo nello spazio una camera fotografica così sofisticata che ci fornirà immagini 3D. Le prove in laboratorio hanno dato risultati eccellenti e siamo ansiosi di vedere le prime immagini del suolo di Mercurio», ci ha detto Gabriele Cremonese, planetologo e responsabile del perfezionato strumento costruito assieme a Selex.

Il satellite porta il nome del grande scienziato padovano Giuseppe Colombo, Bepi il diminutivo familiare veneto, sua regione di origine, di cui a lui stesso piaceva fregiarsi. Di casa a Nasa ed Esa nei ruggenti anni 70 delle migliori imprese spaziali, Colombo è stato un pensatore geniale e di grande inventiva, proprio su Mercurio suggerì a Nasa la migliore orbita per risparmiare carburante e poter fare più giri attorno al pianeta con il primo satellite che visitò il pianeta, il Mariner 10 nel 1974. La questione non era solamente un calcolo più furbo degli altri, ma è la conseguenza di una sua importante scoperta sul moto del pianeta che compie tre volte il giro su sé stesso ogni due giri attorno al Sole. Può sembrare una curiosità inutile, ma per Nasa, che da quel momento tenne Colombo nella più alta considerazione premiandolo con un'importante onorificenza, volle dire avere un risultato inaspettato e preziosissimo, anche in termini economici. Questo satellite, molto scientifico ma con grandi risultati della nostra industria, gli sarebbe senz'altro piaciuto.

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