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Questo articolo è stato pubblicato il 13 luglio 2014 alle ore 15:35.
L'ultima modifica è del 13 luglio 2014 alle ore 15:46.

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Forza, spieghiamo le vele al vento e via, verso l'ignoto! Non sappiamo se Cristoforo Colombo disse qualcosa di simile partendo per la sua epocale scoperta dell'America del nord, ma certamente la frase riassume bene lo spirito di avventura della Planetary Society americana. Questa società privata, un'associazione capitanata da Bill Nye divo televisivo d'oltre oceano e appassionato di scienza, ritenta dopo un fallimento nel 2005, il lancio di un minisatellite per sperimentare la vela solare come mezzo di propulsione spaziale per i suoi futuri programmi verso il Sistema solare e forse oltre.

Utopie, visioni lungimiranti? Ce lo dirà il prossimo futuro, certamente la notizia, bene propagandata dalla società, ci dà l'idea di quanto il settore spaziale stia andando avanti negli Stati Uniti, dove una larga parte di intraprendenza è oramai dovuta a imprenditori privati. Il piccolo satellite della Planetary infatti sarà portato in orbita da un razzo vettore di Spacex , la società che già porta per conto di Nasa, viveri e attrezzature alla stazione spaziale internazionale, con contratti miliardari.

L'esperimento è finanziato con mezzo molto innovativo, oltre che di moda, il crowdfunding. Finora raccolti 4 milioni di dollari, dei 4.5 necessari, quindi ci siamo. Un minisatellite della serie Cubesat, pochi decimetri cubi di volume, verrà portato in orbita di media altezza attorno alla Terra da un razzo Falcon Heavy di Spacex, assieme ad altri satelliti di industrie e Università americane, e poi rilasciato. Una volta in orbita aprirà le quattro parti della vela solare che ne formeranno una unica di 32 metri quadri. Una cosa modesta tutto sommato, ma molto utile per sperimentare il controllo dell'orbita da Terra tramite questo tipo di propulsione.

Come funziona? Semplice, il Sole emette radiazione e particelle elementari o anche più "pesanti", il cosidetto vento solare, che sbattendo sulla vela opportunamente orientata fa avanzare il stellite. Un esempio dell'azione del vento solare è dato dal disporsi della coda delle comete, sempre a bandiera rispetto al Sole. Il difetto principale di questo metodo, usato anche da un satellite giapponese per lo studio di Venere, è che man mano ci si allontana dal Sole il vento solare diminuisce, esattamente come il flusso di luce di una lampadina o il calore emanato da un calorifero. Si parte nel 2016.

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