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Questo articolo è stato pubblicato il 18 luglio 2014 alle ore 07:58.

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La sonda europea RosettaLa sonda europea Rosetta

Rosetta, la sonda europea che sta andando incontro alla cometa , dal nome impronunciabile, 67P/Churyumov-Gerasimenko ci ha fatto un'incredibile sorpresa. Ora sappiamo infatti che quella cometa è fatta in modo assai strano, mai visto niente di simile, con due corpi distinti legati fra loro da una sorta di ponte di materiale. È già stata ribattezzata dagli astronomi, per la sua particolare forma, la "papera di gomma" spaziale, perché ricorda quei giocattoli che si mettono nella vasca da bagno ai bambini più piccoli perché ci giochino.

Distribuito anche un filmato, costruito con 36 immagini riprese dalla camera fotografica di Osiris, lo strumento per immagini a bordo della sonda alla cui costruzione hanno preso importante parte anche scienziati e tecnici italiani. Ci mostra questa specie di "manubrio" doppio, ripreso da 12.000 chilometri, mentre ruota su sé stesso, con un periodo di 12.4 ore. Nel suo nucleo ghiacciato, guardando bene, si notano i microcrateri, oltre a uno più grande, provocati dalla pioggia di meteoriti che si pensa sia durata a lungo durante la fase di formazione del sistema solare, 4 miliardi di anni fa.

D'altra parte basta guardare Luna, Mercurio o Marte, tutti butterati, per capire come sia stato pesante il bombardamento di proiettili rocciosi spaziali in quell'epoca. Ovviamente anche la Terra ci è andata di mezzo ma un po' la protezione dell'atmosfera e molto la biosfera che ha ricoperto il tutto, ad esempio con vegetazione, da noi hanno cancellato questi segni.

Tornando a Rosetta, la sonda partita oramai una decina di anni fa dalla Terra, siamo al dunque è praticamente arrivata al suo bersaglio e se c'è grande soddisfazione per queste ottime immagini anche nel team italiano dell'Università di Padova che ha contribuito alla costruzione delle camere fotografiche e alla gestione scientifica dei dati, c'è anche prudenza per il fatto che la forma inusuale della cometa potrebbe rappresentare un grosso problema per la missione, già di per sé bella complicata.

Rosetta infatti fra poco raggiungerà la cometa e a quel punto le si accosterà per seguirla nel suo viaggio verso il Sole, studiando ogni singolo secondo la sua metamorfosi da sasso spaziale ghiacciato a stupenda, speriamo, creatura celeste dotata di una coda di polvere luminescente lunga milioni di chilometri. Già questo è un proposito non semplice, ma Rosetta in più farà scendere sulla cometa stessa un piccolo mezzo, Philae, che si poserà sulla sua superficie per studiarla. Manovra tutt'altro che semplice dato che la cometa è sprovvista praticamente di attrazione gravitazionale e il piccolo mezzo spaziale potrebbe rimbalzare come una pallina da tennis e perdersi nello spazio. D'altronde chi non rischia non arriva da nessuna parte e sapere come è fatta "dentro" una cometa, vero scrigno di informazioni della nascita del nostro sistema di pianeti, merita un po' di ragionato azzardo.

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