Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 agosto 2014 alle ore 19:46.
L'ultima modifica è del 24 agosto 2014 alle ore 19:59.

My24

Le gare di ciclismo in pista sono bellissime. I corridori percorrono uno stadio ellittico in corsie che sono inclinate to salgono più le possono discendere in velocità. Per loro calcolare la traiettoria giusta e arrivarci è fondamentale per vincere. È quello che non è riuscito a noi europei venerdì scorso quando è stato ufficialmente annunciato che i primi due satelliti pienamente operativi del nuovo sistema di posizionamento globale Galileo, partiti poco prima dal centro europeo della Guaiana Francese, non erano stati messi nell'orbita giusta dal razzo vettore russo Soyuz, noleggiato a caro prezzo per la bisogna, siamo sui 100 milioni a lancio. Un doppio flop russo europeo grave, anche se, onestamente, da mettere in conto, dato che errori e problemi in campo spaziale sono sempre minimizzabili ma mai eliminabili.

Cosa è successo? Semplice, il razzo doveva fare come il corridore che saliva sulla pista di corsia in corsia per arrivare fino a quella giusta in alto, che gli avrebbe permesso di lasciar andare nell'orbita prevista i due preziosi e costosi satelliti del sistema europeo di posizionamento globale Galileo, il nostro Gps se vogliamo andare sul concreto dato che quello che usiamo ora è americano. I satelliti sono in un orbita più bassa pare di 8000 chilometri sui 23.500 che erano la quota da raggiungere e per di più l'orbita stessa è inclinata con un errore di oltre 5 gradi, questo sì un'enormità, senza entrare in complicati ragionamenti di meccanica orbitale.

Ora i satelliti sono in orbita sicura e sotto perfetto controllo del centro di controllo Arianspace francese, ma aimè sono sulla corsia, pardon orbita, sbagliata. E allora come si fa e perché è accaduto questo? Impossibile per il momento dirlo ora si sta studiando il duplice problema, sia il perché il razzo non sia arrivato alla quota giusta, può dipendere da mille ragioni, sia se i due satelliti ora parcheggiati in orbita sicura, ma inutile, potranno coi loro mezzi di propulsione, scarsi, raggiungere la quota giusta. Pare difficile a prima vista, speriamo.

Il danno è grave anche perché i due satelliti, per il momento persi, erano i primi due pienamente operativi, altri quattro, diciamo di test operativo, sono già in orbita. Galileo prevede una costellazione di 30 satelliti attorno al globo con costi previsti di 7,2 miliardi di euro pagati direttamente dalla Commissione Europea e non dall'Agenzia sp0aziale, che in questo caso fa l'esecutore tecnico e manageriale... sarà il miglior esistente, dato che nasce molti anni dopo quello americano e anche dopo l'equivalente russo il Glonass. Ogni potenza oramai fa il proprio sistema di posizionamento sulla Terra per non dipendere dagli altri, anche la Cina, sia per gli usi militari che per i sempre maggiori utilizzi civili che hanno creato un vero e proprio mercato in piena espansione. Noi come cittadini conosciamo il Gps perché in molte auto oramai è presente il navigatore satellitare, ma gli usi sono infiniti: navigazione aerea e navale, forze di sicurezza, sistemi antifurto per carichi viaggianti, recupero e cartografia, ricerca di naufraghi e salvataggio in mare, sorveglianza delle navi sospette nelle loro rotte e la lista sarebbe lunghissima.

La lista dei lanci dei prossimi satelliti Galileo è pronta e l'hardware c' è. Una pausa speriamo, in un programma vitale per la sicurezza e l'economia del nostro continente

Commenta la notizia