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Questo articolo è stato pubblicato il 20 novembre 2014 alle ore 07:21.
L'ultima modifica è del 20 novembre 2014 alle ore 08:58.

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Altro che scimmia sulla spalla! Se anche voi smanettate tutto il giorno con la testa inclinata in avanti sullo smartphone calcolate che le vertebre cervicali sono passivamente caricate da 27 kilogrammi. Ad affermarlo uno studio diretto dal professor Kenneth Hansraj della New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine che ha misurato il peso sulla colonna legato alle inclinazioni (dai 15 ai 60 gradi) della testa.

Chinare il capo a 60 gradi per leggere lo schermo aggiunge esattamente 27 kg , come un bambino normolineo di 8 anni, di pressione alla colonna cervicale. Ma anche limitarsi a piegare la testa di 15 gradi o 45 aggiunge peso in più sulle vertebre che tendono a usurarsi (rispettivamente 12 kg e 22 kg). Il peso sulla colonna - scrivono i ricercatori - aumenta in modo drammatico quando si piega il collo. La perdita della curvatura naturale della cervicale porta a un aumento della tensione sul collo e sulle spalle e questo peso nel tempo si traduce in dolore, rigidità e mal di schiena. Per fortuna prima di ricorrere al chirurgo le soluzioni ci sono.

La più facile è aumentare la consapevolezza del gesto e correggere la postura prima che sia troppo tardi. Basta sforzarsi di guardare il telefonino tenendo la schiena in posizione neutra, con le orecchie allineate alle spalle e le scapole retratte ed evitare di passare ore al giorno con la testa china. L’altro modo per evitare il fastidio da telefonino-dipendenti viene da una start up cinese che ha sviluppato il dispositivo salvacollo Fineck con il contributo del centro ricerca dell’università Chung Hsing di Taiwan.

Fineck è una collana wireless che rileva il movimento del tratto cervicale per tutta la giornata e lo registra sull’app dello smartphone. Il gadget, un cinturino nero di silicone con un piccolo modulo di controllo in titanio, oltre a tracciare il movimento del collo e della colonna vertebrale e registrare così lo stress accumulato nei muscoli della zona, attiva degli allarmi sonori che obbligano chi lo indossa a fare alcuni esercizi per riparare, parzialmente, al danno. Il rimedio però, almeno all’apparenza, rischia di essere peggio del problema: solo guardando lo schermo del telefonino si possono eseguire le attività consigliate, dei semplici giochini che “sbloccano” il collo. Eppure ci vorrebbe così poco, se solo lo facessimo più spesso: alzare lo sguardo e guardare l’orizzonte.

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