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Questo articolo è stato pubblicato il 13 gennaio 2015 alle ore 12:04.
L'ultima modifica è del 13 gennaio 2015 alle ore 12:44.

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Il maggiordomo robot è ancora ben lontano da venire ma al Ces di Las Vegas si è fatto parecchio per avvicinarsi sempre di più al concetto di una casa autonoma, che conosce i nostri bisogni e agisce di conseguenza. I protagonisti non sono tanto gli oggetti connessi, quelli ci sono già, ma la loro integrazione, la capacità di farli comunicare tra loro (qui abbiamo scelto 10 gadger per la casa che ci portano davvero nel futuro).

Si passa così a un approccio olistico, in cui la domotica non si rispecchia in un singolo robot tuttofare ma in un insieme di prodotti che collaborano scambiandosi informazioni. La macchina del caffè può ricevere i dati dall’activity tracker e dal nostro calendario online per sapere la quantità di caffeina ideale per la giornata che ci aspetta. Le lampadine, i condizionatori e il lucchetto della serratura parlano tra loro così non appena ci avviciniamo alla porta le luci si accendono e parte il riscaldamento

. Al centro della scena ci sono quindi i protocolli che consentono questo scambio di informazioni, che rendono reale l’Internet of Things e alla portata di tutti gli utenti e chiaramente ognuno di essi interpreta la smart home secondo i propri principi cercando di ammaliare più produttori possibile. Google per esempio punta tutto sull’acquisita Nest per trasformare l’omonimo termostato intelligente in un hub. Al Ces ha annunciato quindici nuove collaborazioni con grandi marchi della domotica così ora le serrature smart August e UniKey sono in grado di attivare il risparmio energetico dei frigoriferi LG quando usciamo da casa mentre le lampadine Philips Hue lampeggiano se viene rilevato del fumo. Apple spinge il suo HomeKit per controllare la casa da iPhone e iPad anche da remoto con prodotti come la presa Switch di iDevices che consente di accendere, spegnere e programmare il funzionamento degli elettrodomestici anche con i comandi vocali di Siri. C’è poi Ifttt, servizio online gratuito che consente a ognuno di noi di creare ricette che mettono in comunicazione altri servizi online concatenandoli secondo il paradigma “If This Than That”. Possiamo per esempio postare su Facebook il messaggio «Sto arrivando» e la lavatrice inizia a lavare. Visto il nuovo tormentone della cucina come arte, con cuochi trattati come star e reality a base di fuochi e padelle, è chiaro che è la cucina l’ambiente casalingo a godere maggiormente dell’evoluzione elettronica.

Qui le idee non mancano, a partire dalla stampante 3D per il cibo, un sogno da tempo inseguito dai tecnologi golosi. La neonata Food Printer di XYZPrinting rappresenta il primo approccio realistico alla stampa tridimensionale del cibo: basta scaricare dalla rete le ricette, che poi non sono altro che dei modelli in Cad, versare gli ingredienti giusti e la macchina creerà un biscotto, una guarnizione o una tortina pronta da infornare.

Gli ingredienti poi non li compri più al supermercato ma arrivano a casa grazie a servizi come Freshub, start up israeliana che ha stretto un accordo con Archos per la spesa connessa. Basta fare una foto con il tablet Kitchen Screen alla scatola semivuota di un ingrediente per mettere il prodotto nel carrello virtuale e vederlo recapitato a casa. La moltiplicazione degli schermi dopotutto dilaga anche tra i fornelli. Tablet dedicati alla cucina, con app di ricette e scocche antischizzi non sono una novità ma ora si connettono a nuovi dispositivi per aiutare neofiti e cuochi provetti. Pure Imagination per esempio ha appena lanciato Perfect Bake, una bilancia che non misura il peso ma ci dice quando abbiamo versato la giusta quantità di ogni ingrediente. Basta indicarle la ricetta e lei ci guida nella ricerca delle giuste dosi, ricalcolandole in base alla quantità di pietanza che vogliamo realizzare. Come da tradizione da ultimo viene il caffé e qui a stupire è la Smarter Wi-Fi Coffee Machine, caffettiera intelligente che si connette al cellulare per preparare il caffé agli orari desiderati sincronizzandosi anche con la sveglia. Con oggetti del genere anche il maggiordomo robot sembra far parte del passato.

Articolo pubblicato su Nova24 dell’11 gennaio 2015

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