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L’e-commerce cresce a doppia cifra «ma le imprese vanno…

i dati dello shopping digitale

L’e-commerce cresce a doppia cifra «ma le imprese vanno sostenute». Alla Camera la proposta Netcomm

L’e-commerce può essere il nuovo eldorado, la crescita in Italia è a doppia cifra da anni, ma i ritardi restano preoccupanti. Il fatturato complessivo del settore si è attestato a 13,3 miliardi di euro per il 2014 (+20% annuo), gli acquirenti online sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni.Ci sarebbe da fare festa se non fosse che le imprese italiane che vendono online sono solo il 4% del totale: l'accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto.

Così, nonostante in Italia le prime 200 imprese web abbiano una quota di mercato superiore al 70%, poche sono le aziende che riescono a competere sul mercato internazionale online. Il Paese rischia di perdere competitività a livello globale se non saprà sfruttare questo potenziale. Si prevede che nel 2018 le vendite cross country nel mondo raggiungeranno i 307 miliardi di dollari, coinvolgendo oltre 130 milioni di acquirenti.

Se ne è parlato al convegno «L'eCommerce: un'opportunità di sviluppo per l'economia italiana», alla Camera dei deputati. Presenti, tra gli altri, Martin Angioni, presidente di Amazon Italia; Edoardo Giorgetti, ceo di Banzai Commerce; Claudio Raimondi, country manager di Ebay Italia.

Secondo i dati contenuti nel rapporto NetRetail di fine 2014 gli italiani che hanno comprato online almeno una volta nella vita sono 21,8 milioni, 16 milioni nell'ultimo trimestre e di questi 10 milioni sono acquirenti online abituali, ovvero persone che compiono questa operazione una volta al mese. Il 23% di coloro che ha fatto acquisti online negli ultimi sei mesi, lo ha fatto tramite app da smartphone o tablet.

La metà delle famiglie italiane ha un componente che acquista online eppure, complice un tessuto imprenditoriale costituito da imprese che hanno meno di 10 dipendenti, l'e-commerce in Italia rimane un fenomeno guardato con diffidenza da chi dovrebbe . Un atteggiamento che andrebbe rovesciato, il rischio - dicono gli operatori - è l’uscita dal mercato.

«L'e-commerce è sempre più un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale - ha spiegato Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio nato per favorire la crescita e la diffusione del commercio elettronico in Italia - e il mondo della politica, cui ci rivolgiamo presentando oggi il primo documento sul settore (con proposte su aspetti fiscali, legali e sui pagamenti, ndr), deve cogliere le opportunità che solo la rete è in grado di assicurare al nostro tessuto imprenditoriale, aiutando e sostenendo le aziende, le startup e i player internazionali con norme chiare e trasparenti».

«Stiamo finalmente assistendo - ha concluso Liscia - a un forte interesse delle imprese, in particolare del made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui i fattori recessivi stanno mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali. Il ritardo, malgrado i fattori positivi che stiamo osservando però rimane e l'Italia è ultima in quasi tutte le classifiche su tutti i fattori che condizionano lo sviluppo».

L’incontro è stato occasione per diffondere i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano sullo shopping: sempre più digitale, con lo smartphone eletto a nuovo inseparabile portafogli. la crescita di questo segmento di mercato è stata addirittura del 55% nel 2014, per un valore di circa 2 miliardi di euro che secondo le stime raggiungerà i 4-5 miliardi fra due anni. In Italia si stanno diffondendo rapidamente pagamenti e acquisti attraverso le app. Sono 3 milioni i biglietti dei mezzi pubblici acquistati via cellulare, 2 milioni sono i servizi di car-sharing e un milione le ore di sosta pagati via cellulare.

Gli italiani «non hanno ancora rinunciato al contante - ha commentato Alessandro Perego, dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce - ma i pagamenti digitali innovativi li stanno progressivamente abituando a utilizzare la carta di credito con maggiore frequenza e per beni di piccolo importo, soprattutto tramite acquisti e pagamenti via cellulare».

Infatti, mentre i pagamenti elettronici con carta di credito crescono nel 2014 solo dell'1,6% passando da 126 a 128 miliardi di euro, i cosiddetti pagamenti digitali innovativi - che vanno dall'e-commerce ai pagamenti tramite smartphone o carte contactless - sono aumentati del 20%, passando da 15 a 18 miliardi di euro e conquistando il 12% dell'intero mercato dei pagamenti digitali (+3,6%, 146 miliardi di euro). L'e-commerce e l'e-payment valgono insieme l'86% dei pagamenti digitali innovativi.

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