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Dossier Le tecnologie dentro la a banda ultra larga italiana

    Dossier | N. 10 articoliBanda larga, tutto quello che le aziende (e i cittadini) devono sapere

    Le tecnologie dentro la a banda ultra larga italiana

    La banda ultra larga italiana crescerà sulla strada segnata da alcune tecnologie che rispondono ai nomi di vectoring, G.Fast, GPon, mentre all'estero se ne vedono anche altre, soprattutto evoluzioni del Docsis su cavo coassiale.

    Tutte guardano oltre il Gigabit al secondo. La tecnologia fibra ottica che viene cavalcata da tutti i big nel mondo (dagli Stati Uniti alla Corea del Sud) è Ftth (Fiber to the home) Gpon (Gigabit passive optical network), dove ogni porta è condivisa con un gruppi di utenti vicini (in multipli di otto, a seconda delle configurazioni: al solito 16 o 32). Le connessioni a 1 Gigabit al secondo Gpon tendono a dare alcune centinaia di Megabit al secondo reali, secondo vari test (per esempio su Google Fiber negli Usa). Il Gpon arriva a 2,5 Gigabit (simmetrici), al momento, ma entro fine anno ci saranno i primi servizi 10 Gigabit. Una volta posata la fibra ottica nelle case, ogni successivo upgrade è degli apparati (lato operatore e utente), quindi non molto dispendioso.

    Saranno Gpon le connessioni residenziali che Telecom Italia e Metroweb stanno sviluppando in Italia. Solo per l'utenza business è previsto il Point to point, dove ogni utente ha una porta ethernet attiva dedicata, con prestazioni quindi garantite.
    Nel mondo ci sono state diverse installazioni fibra point to point residenziali, ma soprattutto negli anni passati, da parte di municipalità del Nord Europa, prima che la (molto più economica) tecnologia Gpon diventasse matura.

    Molte evoluzioni future si attendono su reti fiber to the cabinet e fiber to the distribution point (che è intermedio tra il cabinet, cioè l'armadio stradale, e casa dell'utente). Sono reti in cui l'ultimo tratto (il più costoso da coprire in fibra, perché entra nel palazzo) resta su doppino di rame.

    Telecom Italia e Fastweb stanno sperimentando (anche congiuntamente) tecnologie vectoring (e l'ultimo, il super vectoring), V Plus e G Fast per potenziare la velocità raggiungibili su questo tipo di reti (miste fibra-rame).

    Con G Fast arriviamo a 700 Megabit al secondo (aggregati, del tipo 500/200 Megabit, a 150 metri di distanza dall'utente). Per il Gigabit non bisogna superare i 100 metri. Il V Plus e il Super vectoring danno dai 200 ai 400 Megabit (a seconda delle distanze). A 300-400 metri (che è la distanza media dal cabinet, in Italia) arriviamo a 150-200 Megabit con queste tecnologie. Il vectoring può essere abbinato al G Fast, dato che è un algoritmo che riduce le interferenze del segnale e quindi permette di aumentare la capacità del cavo di trasportare altissime velocità.

    Il G.Fast è molto interessante in quanto cambio di paradigma. Finora le connessioni fibra ottica fino all'armadio, che ci sono state in Italia e in altri Paesi, sono stati Vdsl, quindi evoluzione dell'Adsl. Il Fast si distingue perché è un sistema a divisione di tempo (Time division duplexing), a differenza delle xDsl, che è Fdd (Frequency division duplexing). Grazie al Tdd, gli operatori possono ripartire in modo più fine la banda tra download e upload (laddove su xDsl i tagli sono piuttosto rigidi).

    Il Fast si distingue anche per l'uso delle frequenze: tra 2 MHz e 106 MHz, ma sono già previste future estensioni per frequenze fino a 212 MHz (abilitando velocità ancora maggiori).

    «Teniamo conto che il Fiber to the home ha un costo di tre volte superiore, a utente, rispeto al Fiber to the cabine», spiega Maurizio Dècina, docente emerito del Politecnico di Milano.
    «Nel caso Ftth non ci sono limiti di distanza- si arriva a 20-40 chilometri- e le velocità di download sono praticamente illimitate nei prossimi venti anni. La tecnologia Gpon parte da 2,5 e 10 Gigabit per arrivare con tecniche Coarse Wdm fra due-tre anni fino a 80 Gigabit in ambiente multi-operatore. Con il Dense Wdm si arriva al Terabit, e cioè mille Gigabit, nei prossimi dieci- quindici anni», aggiunge.

    Ne deriva che nelle zone dove la fibra sarà molto richiesta, sarà inevitabile un passaggio a Ftth, la sola tecnologia che davvero non prevede limiti di velocità per il futuro.
    All'estero hanno una carta in più: il cavo coassiale, che è sempre rame (non fibra) ma è protetto più capace di trasportare segnale (rispetto al nostro doppino). Dal punto di vista delle velocità, il cavo coassiale è un passo indietro rispetto alla fibra, comunque. Nel mondo, le tecnologia più avanzata su cavo- Docsis 3.0- arriva a 700 Megabit. Il Docsis 3.1 (tra fine 2015 e inizi 2016) toccherà il Gigabit.

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