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L’industria italiana dei droni vale 350 milioni di euro

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L’industria italiana dei droni vale 350 milioni di euro

Se ancora pensavate che i droni fossero solo un gioco, è finalmente giunta l'ora di cambiare idea e fare davvero un pensierino alla nuova professione di “dronista”. Lo dicono i primi, sorprendenti, dati italiani sull'industria dei droni, o meglio degli UVS (Unmanned Vehicle System), quei simpatici oggetti volanti tipo mini Ufo pilotati da terra, che da un po' affollano i cieli mondiali, annoverati come una delle rivoluzioni tecno-sociologiche più interessanti degli ultimi anni ma sottostimati quanto a potenzialità di business. Secondo il primo “Osservatorio sui droni civili in Italia”, realizzato da Doxa Marketing Advice e presentato questo venerdì nel convegno inaugurale di Dronitaly, la fiera italiana dei droni, già ora in Italia il giro d'affari annuale (2015) del settore si aggira intorno ai 350 milioni di euro, con 700 mila euro come valore medio del business per azienda. I dati italiani non fanno altro che confermare quello che annunciano molti autorevoli report internazionali sul settore, ovvero che i droni stanno rapidissimamente cambiando la pelle di molte professioni, quali: agricoltura-security-mappatura e salvaguardia territorio-sport-fotografia/cinema-edilizia, tanto per citarne qualcuna.

In breve, quella dei droni è ormai una vera industria con un mercato collegato, in cui, oltre alla produzione dei mezzi volanti (ma anche terrestri e acquatici), grande interesse rivestono i servizi che sono in grado di svolgere. E, se il mercato mondiale è valutato in prospettiva 86 miliardi di dollari nel prossimo decennio (stima AUVSI), con, tra i produttori, in testa gli americani e i cinesi, in Italia in questi anni il buzz intorno ai droni è vieppiù crescente. E finalmente, per provare a quantificare il nascente mercato italiano dei droni professionali e assegnare al buzz le prime cifre con cui rapportarsi, Dronitaly, la fiera professionale più grande mai allestita in Italia sui droni da lavoro, che sta per aprire i battenti a Milano, ha commissionato a Doxa la prima “Indagine sul settore dei droni italiani”, con numeri sorprendenti (i dati completi della ricerca verranno presentati nel Convegno inaugurale di Dronitaly il 25 settembre al Centro Congressi dell'Atahotel Expo Fiera di Pero-Milano, a due passi dall'Expo 2015): svolta in collaborazione Dronitaly, l'indagine fa seguito a una precedente inchiesta demoscopica realizzata, a Febbraio 2014, dagli stessi partner, per verificare il livello di familiarità della popolazione italiana con la tematica dei droni.

Il campione dell'Osservatorio 2015 sui droni è costituito da 53 aziende: tutt'altro che poche alla luce del fatto che, fino ad oggi si era parlato di 500 aziende operanti in Italia, senza però poter indicare dati concreti che illustrassero le dimensioni, il fatturato, il numero degli addetti, le strategie di sviluppo e l'organizzazione. Questo perché, in parte, aleggiava la convinzione che si trattasse di entità evanescenti, ditte unipersonali o di minima entità. Bene, i risultati dell'Osservatorio, invece, indicano chiaramente che i droni non sono un giocattolo e le aziende non stanno per nulla giocando. Con 350 milioni di giro d'affari e 700mila di volume medio per azienda, che registra anche 7,3 come numero medio di addetti, l'industria dei droni italica si dimostra già strutturata con imprese collocate in differenti fasce di fatturato e comportamenti strategici differenziati. Aziende organizzate in maggioranza nella forma di società di capitali, che, in gran parte hanno avviato la loro attività a partire dal 2010, in coincidenza con il primo boom dei mezzi unmanned, anche se in alcuni casi erano imprese esistenti che hanno ampliato la loro attività al mondo dei droni. Un altro dato interessante è la distribuzione geografica delle aziende di droni italiane: la maggior parte è equamente divisa tra grandi e piccoli centri (a scapito dei medi), mentre il Centro Italia è l'area con le imprese di maggior dimensioni, seguita dal Nord e infine dal Sud.

Interessante anche i primi settori applicativi dei servizi svolti dai mezzi unmanned: l'agricoltura la fa da padrona, seguita dai rilievi fotogrammetrici e dalla fotografia. L'export, in prospettiva, è lo sbocco sognato dalle imprese del settore: UE in testa insieme a USA, davanti a Cina e America Latina. I risultati completi del primo Osservatorio nazionale sui droni verranno divulgati e discussi nel convegno inaugurale di Dronitaly: a testimonianza di come quello degli unmanned sia un settore vivissimo e di grande prospettiva, la fiera quest'anno è esplosa. In due giorni, saranno più di 30 gli eventi in programma, tra convegni e workshop su tutti i temi attinenti ai droni, mentre sono una sessantina le aziende che vi partecipano, per presentare in anteprima servizi, modelli e novità dronistiche, anche consumer. Da segnalare anche la presenza dei primi espositori esteri, dalla Finlandia. Per capire come diventare dronisti non resta che andarci e verificare di persona il buzz.

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