Tecnologia

Guerre stellari, ecco il nuovo trailer. Quanto vale la saga più…

AL CINEMA A NATALE

Guerre stellari, ecco il nuovo trailer. Quanto vale la saga più amata della storia?

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana… nessuno avrebbe scommesso che nei 38 anni successivi gli incassi di “Guerre stellari” (qui sopra, l’ultimo trailer uscito questa notte) sarebbero stati superiori a 27 miliardi di dollari. Non che qualcuno fosse consapevole anche solo della nascita di un franchise, sia chiaro.

Di certo non lo era la 20th Century Fox, che il 27 agosto del ‘76 firmò il contratto con George Lucas. Alla major si diedero di gomito quando il regista accettò un compenso ridotto a patto gli fossero concessi i diritti sui sequel e il 60 percento sul merchandise. Una percentuale salita al 100 tre anni dopo.

All'epoca, la Fox non aveva nemmeno un'unità di merchandising permanente; i gadget costituivano un introito meno che marginale nella storia del cinema.

A parte un caso. Che Lucas ricordava per essersene innamorato da bambino: quando sul finire del ‘54 la sua famiglia comprò il primo televisore, la Disney trasmetteva la miniserie sulla vita di un membro del congresso del Tennessee morto ad Alamo. Quell'anno, fra armi giocattolo e repliche in pelliccia di procione del copricapo dell'eroe, i venditori indipendenti – Disney era sprovveduta quanto la Fox – avevano incassato 300 milioni.

Ecco perché nel ‘76, fra sorrisi increduli, Lucas buttò lì che ”Guerre stellari” avrebbe potuto essere un «fenomeno à la “Davy Crockett”».

Fu il più grande eufemismo di Hollywood: a 10 anni dal capitolo più recente e due mesi prima dell'uscita del settimo, “Il risveglio della Forza”, nei cinema il 16 dicembre, “Wall Street Journal” e Statistic Brain Research Institute stimano l'indotto complessivo della space opera in 27 miliardi di dollari, di cui “solo” 4,4 incassati al botteghino. Per dire della continuità degli introiti, sono 5 miliardi in più di quanti ne rilevasse «Forbes» nel 2007.

Una cifra costituita da giocattoli (12 miliardi d'incasso dal '77), libri e fumetti (1,82), videocassette o dvd (3,755) e dai 130 videogame realizzati dal '79 (2,99), che peraltro annoverano una rozza caccia ai Tie-Fighter prodotta senza permessi da Steve Jobs per Apple II.

Pur da iperspazio, le cifre potrebbero rivelarsi solo un antipasto in mano ai proprietari di Pixar, Marvel, Espn e ABC. L'acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, avvenuta nel 2012 per 4,05 miliardi di dollari, ha inaugurato una strategia aggressivamente orientata alla rivitalizzazione di un marchio in realtà mai indebolito.

L'hanno dimostrato gli annunci di una nuova trilogia, della serie di spin-off “Star Wars Anthology”, dei parchi a tema e, soprattutto, i 215 milioni di dollari in licenze incassati da Disney nel solo anno dell'acquisizione, corrispondenti a un universo (espanso) mai così ben congegnato di giocattoli, vestiti, iniziative – come il “Force Friday” di inizio settembre - e chissà cos'altro.

Entro Natale licenziatari storici come Lego, Hasbro, Vandor e Walmart o, in Italia, Giochi Preziosi e Giochi Uniti riempiranno gli scaffali con centinaia di prodotti, dalle riproduzioni in mattoncini danesi di ogni mezzo alle action figures, dai giochi da tavolo a costumi e capi d'abbigliamento, dai prodotti per la scuola alle bibite. Esiste addirittura un'intera linea per la casa con cameretta a foggia di Millenium Falcon (per 4mila dollari la vende la statunitense Pottery Barn Kids).

La galassia digitale non si sottrarrà alla conquista: a sviluppare l'atteso reboot della serie videoludica “Battlefront” penserà Dice, lo studio svedese celebrato per l'fps “Battlefield”. Per ogni piattaforma, il gioco raggiungerà i negozi il 20 novembre con un'edizione impreziosita, negli Usa, dal mini-frigo di Han Solo.

Anche più ammiccante la strategia di lancio di “Disney Infinity 3.0: Star Wars”: come gli Amiibo o “Skylanders”, il gioco non solo permette di interagire con le miniature in plastica dei personaggi, ma le distribuisce a cadenza periodica – in questi giorni disponibili i playset dedicati alla trilogia classica - in una sorta di countdown verso il “Risveglio della Forza”, di cui detiene i diritti di riproduzione in esclusiva.

Sembra quasi che Disney e Lucas abbiano inconsapevolmente chiuso il cerchio aperto da Davy Crockett. Non è un caso se il regista abbia sempre detto di sé: «Faccio giocattoli. Se farò dei soldi, sarà grazie a loro». Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...

© Riproduzione riservata