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Dossier Il clima che cambia e il principio di realtà

Dossier | N. 18 articoliIl mondo contro il climate change

Il clima che cambia e il principio di realtà

La Cop21 di Parigi contro i cambiamenti climatici pare una dimostrazione, applicata su scala globale, di un saggio in cui Sigmund Freud teorizzava per la prima volta la contrapposizione tra il principio del piacere e il principio di realtà. («Precisazioni sui due principi dell'accadere psichico», Formulierungen über die zwei Prinzipien des psychischen Geschehens, Vienna 1911).

Principio di piacere, quello infantile: tutti i Paesi devono raccordarsi per contenere entro i 2 gradi il riscaldamento dell'atmosfera mondiale.
Principio di realtà, quello adulto: i Paesi sono in disaccordo sull'obiettivo e Parigi sarà un'esibizione di sogni.

Cop21 è la sigla della ventunesima conference of parts (conferenza delle parti) che l'organismo dell'Onu sulla lotta al cambiamento climatico, Unfccc, organizza ogni anno in dicembre per negoziare gli impegni dei Paesi. Il primo obiettivo dell'Unfccc e delle Cop è ridurre le nostre emissioni di anidride carbonica, il gas accusato di riscaldare l'atmosfera. L'anidride carbonica (CO2) si sviluppa in tutti i processi di combustione: naturale (eruzioni, incendi di foreste), biologica (la respirazione di piante e animali, noi compresi), artificiale (tutto ciò che bruciamo, dalle grandi ciminiere delle centrali elettriche fino al fiammifero). Le emissioni artificiali di CO2 sarebbero quelle decisivo, quello che faranno scattare la molla del non ritorno climatico.

Una catastrofe? Dal nostro punto egoistico, sì; una catastrofe. Il mare più alto sommergerà la Romagna, il Bangladesh e Venezia (se il Mose non verrà adeguato), la Sicilia sarà siccitosa come la Tunisia. Un disastro, in chiave antropocentrica. Ma la Natura è indifferente a ciò che noi facciamo o non facciamo: se spariranno tante specie viventi a noi care, la selezione naturale ne farà sviluppare altrettante che noi oggi non possiamo nemmeno immaginare; diverranno giardini coltivabili a vite olio e grano le estensioni senza fine di Siberia e Canada. Dopotutto, ai tempi della Roma Antica e nel tardo Medioevo furono raggiunte temperature assai più calde di oggi.

A Parigi la Cop21 si apre ancora una volta con grandi enunciazioni in cui politici, ecologisti e rètori delineano già il grande accordo in cui finalmente tutti i Paesi limitano le loro emissioni di anidride carbonica. L'obiettivo di contenere entro 2 gradi il riscaldamento globale è quello più citato da una decina d'anni. Però per ridurre le emissioni di anidride carbonica bisogna ridurre il benessere. Il cambio di tecnologia potrebbe conciliare il principio di piacere (salvare il Pianeta come lo conosciamo noi oggi) e il principio di realtà (gli interessi economici e politici e la diffusione del benessere anche in chi non l'ha ancora raggiunto).

Non sarà facile. Dal 2010 al 2015 gli investimenti nel mondo dell'energia sono stati fortissimi per la ricerca e lo sviluppo nel segmento delle fonti rinnovabili e pulite (ben il 15%) ma non sono paragonabili con la spesa nella ricerca e lo sviluppo dei giacimenti (85%). Gli Stati Uniti e la Cina non vogliono sentir parlare né di 2 né di 1,5 gradi: sono d'accordo a limitare molto le emissioni e lo fanno davvero (impressionante per dimensioni lo sforzo che sta cambianto la Cina), ma vogliono che ogni Paese scelga da solo il criterio per conseguire questo obiettivo. Tenuta per anni in disparte, come irrilevante, la Russia è tornata centrale e nel negoziato sul clima è contraria a mettere limiti ambientali alla sua ripresa. Schiacciata dalle sanzioni, la Russia non vuole rincunciare agli incassi di metano e petrolio dei suoi giacimenti. E ai russi piace anche l'idea che fra un secolo, a clima riscaldato, la Siberia possa essere un giardino sconfinato dell'Eden. L'Europa si dà sul clima obiettivi forti che, se adottati, possono strozzare la nostra economia, e chiede che gli altri Paesi facciano altrettanto.

Un secolo dopo il saggio illuminante di Freud, ecco il contrapporsi fra i princìpi di piacere e di realtà.

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