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Dal selfie di Mastercard agli oggetti connessi: come sta cambiando il mondo…

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Dal selfie di Mastercard agli oggetti connessi: come sta cambiando il mondo dei pagamenti digitali

A prescindere da quanto siamo vicini a una cashless society (società senza contante), la galassia dei pagamenti digitali sta attraversando mesi di grande fermento. Le nuove tecnologie applicate alle transazioni finanziarie sono sempre più smart, il mercato è attraente e le big del web si stanno attrezzando per subentrare con forza in un settore fin qui dominato dal mondo bancario. Così stanno prendendo forma tipologie di pagamento che guardano al futuro. Fra progetti concreti e ricerche, il panorama è vasto e curioso. E se un giorno il fascino della banconota sarà preistoria, è lecito chiedersi: come pagheremo?

Il “Selfie pay” di Mastercard
Una delle ultime novità riguardanti il digital wallet è sicuramente quella firmata Mastercard, celebre marchio delle carte di credito, che in occasione dell'ultimo MWC di Barcellona ha annunciato il progetto “Selfie Pay”. Il nome dice tutto: la società newyorkese ha testato in Olanda e Stati Uniti un nuovo metodo di autorizzazione dei pagamenti online. All'utente che fa un acquisto non servirà più il codice Pin o la password per confermare la transazione ma gli basterà scattarsi un selfie (o in alternativa passare le sue impronte digitali). Selfie Pay, per quanto possa sembrare futuristico, è già realtà e arriverà in estate, anche in Italia. Si tratta di una modalità molto interessante in chiave mobile, perché è pensata proprio per gli acquisti via smartphone o tablet. Al momento dell'autorizzazione niente più Pin ma un rapido tap sulla fotocamera per un selfie, o un passaggio sul sensore delle impronte. Mastercard ha detto che il nuovo sistema di autenticazione è stato gradito dalla maggior parte dei partecipanti alla fase di test (il 92%). Questo sistema, interamente basato sulla biometria, potrà dare una mano anche in fatto di sicurezza. Mentre la società non ha fatto mistero circa un concept per il futuro: riconoscere l'utente dal battito cardiaco. Ma questo, al momento, è solo un progetto.

Visa punta sul Wearable
E se Mastercard chiama, Visa risponde. Sempre a Barcellona, l'altra società leader del mondo delle carte di credito ha annunciato l'estensione del suo progetto “Visa Ready Program” all'Internet of Things. L'intento - ancora solo concettuale - della società con sede a Foster City è quello di trasformare qualsiasi oggetto connesso in un device in grado di effettuare un pagamento. Qualche esempio: l'automobile che consente il pagamento del rifornimento di carburante o del pedaggio autostradale direttamente dal cruscotto, il forno che paga la spesa, il polsino della camicia connesso che passa sul Pos in modalità contactless e paga alla cassa del supermercato. In questo caso, però, siamo nel campo della ricerca. Vedremo nei prossimi mesi.

I giganti del web sono pronti
Tre nomi su tutti: Apple, Google e Samsung. Sono i leader indiscussi del panorama mobile. E le loro tecnologie per pagamenti smart esistono già. Apple Pay, Android Pay e Samsung Pay sono sistemi di pagamento già funzionanti che girano su smartphone, tablet e smartwatch. Sono in rapida diffusione e puntano su tecnologie NFC (tranne quello di Samsung che funziona anche con Pos più antichi grazie alla tecnologia di LoopPay). Tutti e tre i sistemi non sono ancora attivi in Italia, ma lo saranno nei prossimi mesi. Android e iOs, insieme, raggiungono oltre due miliardi di persone al mondo. Numeri che rafforzano le ipotesi di successo dei loro sistemi di pagamento. Senza dimenticarci di Facebook, che ha già attivato una forma di pagamento p2p attraverso il suo Messenger (800 milioni di utenti) e che presto potrebbe espanderla a WhatsApp (1 miliardo di utenti), in un progetto che farebbe dell'eCommerce un nuovo fiorente business per l'impero di Zuckerberg. Un futuro che sembra già disegnato, insomma.

Twitter: @biagiosimonetta

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