Tecnologia

Software di Google batte il campione mondiale del gioco cinese «Go»

impresa di «alphago»

Software di Google batte il campione mondiale del gioco cinese «Go»

(Ap)
(Ap)

Il computer potrebbe apprestarsi a vincere la sua definitiva battaglia contro l’intelligenza e la fantasia umana. Il software di Google AlphaGo ha sconfitto mercoledì il campione del mondo dell'antico gioco cinese Go: si tratta del sudcoreano Lee Sedol, 33 anni. Il Go è considerato uno dei giochi da tavolo più difficili al mondo, data la enorme quantità di mosse possibili. Si riteneva finora che l'uomo fosse favorito rispetto alla macchina, grazie alla sua fantasia.

Il software AlphaGo, elaborato da Google DeepMind sul modello dei meccanismi del cervello umano, ha demolito anche questo limite. Il computer di Google aveva già sconfitto 5 partite a 0 il campione europeo di Go, ma Lee Sedol era un altro avversario: giocatore professionista da quando ha 12 anni, ha vinto 18 volte il campionato del mondo. A Lee, che ha giocato da Seul, restano altre 4 partite, fino a martedì 15 marzo, per cercare la rivincita. E per ristabilire il primato della fantasia e dell’intelligenza umana.

«Sono molto sorpreso perché non pensavo che avrei perso la partita - ha commentato il giocatore in carne e ossa -. Un errore che ho fatto all'inizio è durato fino alla fine». Lee ha aggiunto che la strategia iniziale di AlphaGo è stata “eccellente” e che è rimasto stupito da una mossa non convenzionale del software, che un umano non avrebbe mai fatto. La borsa in palio è di un milione di dollari. Se vincerà il computer, il premio andrà in beneficenza.

Ma come si gioca a Go?

Si tratta forse del più antico gioco da tavolo strategico per due giocatori. Ebbe origine in Cina, dove è giocato da almeno 2.500 anni; è molto popolare in Asia orientale, ma si è diffuso nel resto del mondo negli anni recenti. Ha regole semplici, ma la complessità della strategia dipende dal fatto che la griglia quadrata di gioco (goban) è composta da 18 caselle per lato e le pedine vanno poste alle intersezioni della griglia (19x19). Una piattaforma, quindi, molto più estesa della classica dama (8x8), che moltiplica esponenzialmente le configurazioni di gioco possibili: ce ne sono tante quante il numero che inizia per 208 ed è seguito da 168 zeri!

I due giocatori devono collocare alternativamente pedine nere e bianche (dette “pietre”) sulle intersezioni vuote del goban. Lo scopo del gioco è il controllo di una zona del goban maggiore di quella controllata dall'avversario; a questo scopo i giocatori cercano di disporre le proprie pietre in modo che non possano essere catturate, ritagliandosi allo stesso tempo dei territori che l'avversario non possa invadere senza essere catturato.

È infatti possibile catturare una pietra o un gruppo di pietre avversarie circondandole completamente con pietre proprie, in modo che non abbiano intersezioni libere adiacenti. Disporre le pietre vicine tra loro permette di rafforzarle a vicenda ed evitarne la cattura; d'altro canto, disporle distanti tra loro permette di creare influenza su tutto il goban. I giocatori cercano di soddisfare contemporaneamente le esigenze offensive e difensive e scelgono tra le priorità tattiche e i loro piani strategici. Il gioco termina quando i giocatori “passano” consecutivamente, indicando che nessuno dei due può incrementare il proprio territorio o diminuire quello dell'avversario.

Forza Lee, dunque. Senza dimenticare che il software, in ogni caso, è stato creato da un’intelligenza umana...

© Riproduzione riservata