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Dossier Startup della sharing economy: Armadio Verde pronta a scalare

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    Startup della sharing economy: Armadio Verde pronta a scalare

    • –di A.Mac.

    Un mercato consolidato come quello della moda, pochi rischi sulle regole del gioco, un team che ci crede e un modello di business collaudato. Così Armadio Verde ha conquistato la fiducia degli investitori. Partita online l'anno scorso, la startup, che ha lanciato il marketplace di scambio di vestiti di seconda mano, ha superato la fase seed. L'idea nasce qualche anno fa quando due coniugi milanesi si rendono conto che gli abiti usati dei bambini sono spesso come nuovi e possono essere scambiati tra genitori, all'insegna della sostenibilità economica e ambientale.

    Così aprono prima una serie di negozi tradizionali e poi l'anno scorso si autofinanziano con 100mila euro per portare tutto il business online, sulla scia di un esempio di successo: la piattaforma americana ThredUP (che però è un classico ecommerce). Dopo un controllo di qualità a ogni abito viene assegnato un credito in stelline, con il quale si possono ottenere altri vestiti pagando solo cinque euro (che resta ad Armadio Verde per coprire il costo del servizio). E se non si hanno vestiti da scambiare si può acquistare dallo store a un prezzo pieno. «Il meccanismo è just-in-time perché si può passare subito all'acquisto, consumando il credito - spiega David Erba, fondatore della startup assieme alla moglie Eleonora Dellera - E poi non c'è nessun rischio che ci sia invenduto, perché bypassiamo il conto deposito».

    Dall'inizio dell'attività sono stati scambiati 50mila capi in tutto, con una media di 2.500 al mese in bassa stagione. Ci ha creduto il mercato e anche gli investitori. L'anno scorso i due fondatori hanno ricevuto 100mila euro da investitori privati di iStarter (acceleratore italiano a Londra), altrettanti da LigurCapital (fondo a partecipazione pubblica) e 150mila euro dal fondo della Cassa Depositi e Prestiti destinato alle startup innovative.

    Nel frattempo l'Armadio Verde si è sempre più strutturato, il magazzino si è ampliato di pari passo ai volumi di affari (con 2.500-3mila nuovi utenti al mese), il team raddoppiato a nove persone tra Milano e Genova. Con il consolidamento si è acceso anche l'interesse del fondo di venture capital Innogest che,a fine 2015, ha partecipato all'aumento di capitale insieme a LigurCapital, al fondo A11 e al Gruppo L'Espresso per un totale di 1,3 milioni di euro. Ora Armadio Verde è pronto a scalare: «Stiamo solo valutando - spiega Erba - se investire prima nel settore abbigliamento donna o in un nuovo mercato, in un paese europeo». Gli obiettivi a breve sono comunque chiari: entro fine anno passare da una base clienti di 1.500 persone (a fronte di 25mila registrate) a 6mila, chiudere il primo anno di attività a 700mila euro (dai 200mila del 2015) con 90mila capi scambiati.

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