Tecnologia

Apple annuncia la sua prima serie tv. Parte da qui la sfida a Netflix

media

Apple annuncia la sua prima serie tv. Parte da qui la sfida a Netflix

Ap
Ap

Fino a ieri era una di quelle notizie che stagnano nel mezzo fra ovvietà e sorpresa. Ora, invece, possiamo dirlo con certezza: Apple vuole entrare con forza nel mondo della tv on-demand. E per farlo ha deciso di percorrere la strada più prestigiosa, che poi nei fatti si traduce in una maggiore possibilità di successo: quella dei contenuti originali.

Qualche ora fa, Eddy Cue, senior Vp Internet software and services di Apple, ha rilasciato un'intervista al New York Times nella quale - di fatto - annuncia che il colosso di Cupertino sta lavorando alla sua prima serie Tv. Un prodotto totalmente originale, per il quale Apple ha stretto accordi con il produttore discografico e rapper Will.i.am e con due dirigenti veterani del mondo televisivo statunitense: Ben Silverman (vecchia conoscenza di Cue) e Howard T. Owens (uno degli ideatori di MasterChef Junior), entrambi dirigenti di Propagate, un'azienda di produzione.

L'idea è quella di creare una serie dedicata alla “app economy”, e cioè al mondo di sviluppatori, ingegneri e designer che quotidianamente lavorano alle app per i device mobili. «Conosciamo storie davvero illuminanti e incredibili dei nostri sviluppatori. Ciò che hanno fatto, da dove arrivano, come hanno iniziato e i problemi che hanno risolto nel tempo» ha detto Cue, che però è rimasto abbottonatissimo su quali siano le idee per il futuro.

Questa prima serie Tv, tuttavia, ha proprio il gusto del prototipo. Un modo per testare potenzialità e strade da percorrere. Il vero obiettivo di Apple non può che essere l'on-demand televisivo, mercato nel quale un altro colosso californiano, Netflix, nel giro di qualche anno è stato in grado di conquistare milioni di abbonati in tutto il mondo.

Che Apple punti forte verso questo settore lo dicono tre indizi, e l'intervista di Cue al New York Times è solo una sorta di ufficializzazione a bassa voce. Per prima cosa, Apple ha già testato la on-demand economy rivoluzionando il mercato della musica. Un processo iniziato con Jobs (che col lancio dell'iPod e di iTunes cambiò per sempre il mercato discografico) e proseguito con Cook, che da circa un anno ha lanciato Music, il maggior competitor di Spotify. Ampliare lo sguardo, passando dalla musica alle serie Tv, sembra un processo semplicemente logico.

Il secondo indizio è la tecnologia. Da Cupertino stanno puntando ancora forte su Apple Tv, dispositivo che non ha entusiasmato nelle vendite (almeno nel confronto con gli altri oggetti di Apple). Eppure Cook e i suoi continuano a spingerlo, perché da un lato vogliono che diventi una sorta di device centrale per la domotica nelle abitazioni, ma dall'altro sarebbe (e sarà) un grande trampolino nel lancio per un'offerta televisiva. Da tradizione, del resto, a Cupertino sono abituati a offrire i loro servizi ai possessori dei loro device.

Infine, una valutazione molto semplice: l'intero mondo della Tv sta emigrando su piattaforme digitali. Ci sono in ballo fiumi di danaro (50 miliardi di dollari entro il 2020, secondo una stima recente). Gli abbonati alla Tv via cavo sono in diminuzione ormai ovunque, mentre la cavalcata di Netflix (70 milioni di abbonati in 190 Paesi) prosegue inarrestabile. Anche Google sta aprendo gli occhi. Ma Apple ha una forza bruta nascosta nel numero di device diffusi in tutto il mondo e nella fidelizzazione del cliente. Per questo la prima serie Tv sugli sviluppatori di App non può che essere soltanto l'inizio.

© Riproduzione riservata