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Le tre accuse della Ue a Google per Android. Rischia 7 miliardi di multa

l’indagine

Le tre accuse della Ue a Google per Android. Rischia 7 miliardi di multa

L’Antitrust europeo ha comunicato la conclusione preliminare dell’indagine partita un anno fa nei confronti dell’attività di Google nel vecchio continente, dicendo che l’azienda sta violando le regole europee di concorrenza abusando della sua posizione dominante nel campo delle ricerca online. Il focus è in particolare sui device mobile, smartphone e tablet, e dunque sul sistema operativo Android di Google, che secondo la Commissione ha l’80% del mercato. (Guarda la mappa dei sistemi operativi).

Tre le accuse:
1) Google chiede ai produttori di smartphone e tablet che vogliono usare Android di preinstallare l’app di ricerca Google Search e il browser, sempre di Google, Chrome. In particolare secondo la Commissione questi diventano servizio di default come precondizione per installare il negozio digitale Google Play. Il risultato è che altre app di ricerca non possono essere installate come servizio default. E i produttori sono disincentivati dall’installare i loro eventuali browser o app.

2) Nel momento in cui un produttore sceglie sistema operativo e negozio digitale di Google gli viene chiesto di firmare un “Anti-fragmentation Agreement” che lo obbliga a non vendere prodotti che montano un fork di Android. Il fork è in sostanza una copia dell’originale. Essendo infatti Android open source, gli sviluppatori hanno accesso al codice e possono creare una sistema operativo copia (fork). Che, secondo l’accordo, non potrà trovare ospitalità sui telefoni di un produttore partner.

3) Google ha elargito «significativi incentivi finanziari» ad alcuni dei principali produttori di smartphone al mondo e agli operatori mobili alla condizione che preinstallassero Google Search e altri servizi.

La posizione dominante e il suo abuso

Bruxelles ritiene che Google «occupi una posizione dominante sul mercato dei servizi di ricerca generale su internet, dei sistemi di sfruttamento degli smartphone già oggetto di una licenza e delle applicazioni in linea per il sistema operativo mobile Android»: detiene quote di mercato superiori al 90% in ciascuno dei paesi dello spazio economico europeo.

Secondo la Commissione europea, Google «ha messo in opera una strategia volta a preservare e a rafforzare la propria posizione dominante nel settore della ricerca generale su internet». «Allo stadio attuale della nostra inchiesta pensiamo che Google privi i consumatori di una scelta più ampia di applicazioni e di servizi mobili e che freni l'innovazione provenienti da altri attori violando le regole di concorrenza europee», ha indicato Margrethe Vestager, commissaria all'Antitrust.

Cosa rischia Google
Se non dovesse trovarsi un'intesa, Google dovrebbe pagare una sanzione pari al 10% del suo fatturato annuale.Vorrebbe dunque dire pagare 7 miliardi di dollari. Con la consegna della “lettera formale di obiezioni” Google potrà difendersi dalle accuse. Si tratta infatti di una fase preliminare: a Google e Alphabet vengono consegnati i documenti dell’indagine e avranno occasione di dire la loro in audizioni o per iscritto. In termini di business l’arrivo di Google sugli smartphone si è tradotto in una crescita del business pubblicitario mobile legato ai suoi servizi. Secondo eMarketer nel 2016 oltre la metà degli utili pubblicitari dell’azienda arriveranno da questo fronte. Eventuali modifiche potrebbero in effetti avere una conseguenza su questo business, visto che in Europa la quota di Android (90%) è superiore a quella americana (59% secondo Idc).

La risposta di Google
«Android ha contribuito allo sviluppo di un ecosistema rilevante - e, ancora più importante, sostenibile - basato su un software open source e sull'innovazione aperta. Saremo felici di lavorare con la Commissione Europea per dimostrare che Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori» risponde ufficialmente Kent Walker, Senior Vice President & General Counsel dell’azienda. In una nota Google aggiunge: «I nostri accordi con i partner sono interamente su base volontaria - chiunque può usare Android senza Google. Provateci - potete scaricare l'intero sistema operativo gratuitamente, modificarlo come volete e costruire un telefono. E grandi aziende come Amazon lo fanno».

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