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È italiano l'inventore dell'Airbnb volante

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È italiano l'inventore dell'Airbnb volante

Quella fra Simone Russo e i droni è una storia che parte da lontano. E più precisamente dall'Australia, dove durante un viaggio si è imbattuto per la prima volta in un drone. Poi una passione che è sfociata in una startup in Italia: Immodrone, ovvero l'utilizzo dei droni nel settore del marketing immobiliare. La prima a occuparsi di fotografie e riprese aeree per valorizzare immobili di lusso e hotel con l'utilizzo di droni.

Un'idea interessante, nata da una consapevolezza: l'utilizzo dei droni rispetto a quello degli elicotteri è molto meno costoso e le riprese possono essere molto più ravvicinate senza alcun rischio. Ha funzionato.
Ma Russo non si è fermato e ha dato vita a Dronersclub.com, una piattaforma dedicata al mondo dei droni. Un mondo che cresce senza sosta. Da qui la nascita di DronersClub, un posto virtuale dove si incontrano domanda e offerta. Il concetto è quello di fare incontrare il business e i privati, e cioè chi deve vendere e chi deve prenotare un servizio legato ai droni. Abbiamo chiesto a Russo se crede che crede che i droni si stiano diffondendo a tal punto da cambiare le nostre abitudini. «Non solo lo credo, ne sono certo. – ha detto al Sole24Ore - C'è chi paragona la rivoluzione portata dai droni pari a quella di Internet. Non posso sapere se essi influenzeranno la nostra vita quotidiana a tal punto, ma sicuramente stanno apportando cambiamenti significativi alle nostre abitudini lavorative e ludiche. Ci siamo abituati in pochi anni agli smartphone, ai tablet, ad un mondo iperconnesso, non vedo perché non dovremmo abituarci ai droni».

Su Droners Club le idee sono chiare: «La piattaforma – commenta Russo - riunisce in una community tutti coloro che dei droni hanno fatto un lavoro oppure una smisurata passione. E sono centinaia e centinaia di utenti, che quotidianamente s'incontrano nel portale. È una sorta di Airbnb dei droni». Infine, un parere sull'ipotesi di consegna tramite droni (progetto molto caro ad Amazon): «Amazon sta testando i suoi droni di consegna, i principali corrieri, come DHL, investono nei droni, tutto sta a indicare che non siamo lontani dal vedere le prime positive conseguenze di questi sforzi. Prevedo che nei prossimi cinque o sei anni sarà abituale osservare dei droni da consegna volare sopra le nostre teste. Naturalmente il numero dei droni aumenterà e si dovranno costruire le giuste infrastrutture per sostenere il traffico aereo, con basi di ricarica e corridoi aerei esclusivi per i droni. Parlarne sembra strano, ma non è fantascienza, è solo il nostro futuro».

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