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Dossier In Italia 400 milioni di euro dalle aziende per le startup

    Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

    In Italia 400 milioni di euro dalle aziende per le startup

    Gli investimenti in corporate venture capital iniziano a crescere anche in Italia. L’investimento in capitale di rischio di startup da parte di grandi aziende rappresenta una delle leve più significative per avviare le aziende all’open innovation. Nei mercati più maturi come gli Stati Uniti, l’incidenza di questa formula supera il 20% degli investimenti, ma secondo l’ultimo rapporto Accenture, nel nostro paese, ancora nelle ultime posizioni a livello mondiale, si stanno notando degli interessanti sviluppi sia di business che regolamentari (patent box, normativa su start up e PMI innovative). Alle iniziative storiche dei settori media & technology (TimVenture, RCS Nest, AD4Venture), Lifesciences (ZCube, ChiesiVenture) ed energia (EnelLAb) recentemente se ne sono aggiunte di nuove in ambito Fintech (Unicredit, Intesa) e Smart City (CLNGroup, Italeaf, GalaLab) con una dotazione complessiva di circa 400 milioni di euro. «Per avere successo in questo ambito - commenta Marco Morchio, managing director di Accenture Strategy - è necessario seguire percorsi innovativi. Le grandi aziende devono cambiare le modalità di gestione dell’innovazione e ridefinire i meccanismi di coordinamento e di governo della ricerca e sviluppo interna. Per le startup è invece prioritario offrire soluzioni ready to market e scalabili, è quindi importante che sviluppino capacità di comprensione delle dinamiche del mercato».

    Tra le aziende che hanno dato da subito attenzione alle startup c’è Tim. Nel 2009 ha lanciato Tim Wcap, il programma di open innovation dedicato al sostegno delle migliori startup del settore digital. «Abbiamo integrato da subito il modello di innovazione con un modello “aperto”, innanzitutto con l’ecosistema delle startup» spiega Mario Di Mauro, direttore strategy & innovation Tim. Nel 2014, poi, la società ha lanciato Tim Ventures, che investe nelle startup digitali di settori quali internet of things, industry 4.0, smart logistics, smart devices, security, big data. L’investimento complessivo di Tim Ventures nel capitale delle startup selezionate è stato di circa 2 milioni di euro, realizzato in molti casi assieme ad altri investitori e fondi di venture capital italiani.
    Il corporate venture capital è alla ricerca soprattutto di sinergie di tipo industriale, come scouting tecnologico, a’ricchimento portafoglio di offerta. Ne è un esempio l’iniziativa di Prysmian, attiva nel settore cavi e sistemi per energia e telecomunicazioni. «La leadership tecnologica per noi è fondamentale - dice Valerio Battista, ad del gruppo - quindi puntiamo su innovazione e sperimentazione grazie anche a collaborazioni con le università più prestigiose, come il Politecnico di Milano. E proprio da una sinergia con alcuni ricercatori dell’Università di Palermo è nata la startup Prysmian Elecronics, di cui siamo soci di maggioranza».

    Altro grande gruppo italiano impegnato in questa direzione è Enel, che «considera le startup un veicolo di innovazione tramite cui interpretare e presidiare nuovi modelli di business e nuovi segmenti di mercato» afferma Luciano Tommasi, head of Start-up initiatives and business Incubator Enel. «Negli ultimi 2 anni abbiamo lavorato per creare cultura e processi aziendali adatti a supportare le startup e concretamente generare valore. Abbiamo quindi fatto nascere e continuiamo ad alimentare una piattaforma di open innovation tramite cui collaboriamo con player tra loro complementari: fondi di venture capital, università, istituzioni e altre corporation» spiega Tommasi. Il ruolo di Enel è quello di partner industriale che mette a disposizione non solo risorse finanziarie, ma know-how, laboratori di ricerca e soprattutto l’accesso ad una potenziale customer base di decine di milioni di clienti in 30 paesi al mondo. «Il modello sta generando degli ottimi risultati e ad oggi lavoriamo su progetti strategici per il gruppo con oltre 30 startup in Italia e nel mondo» chiosa Tommasi.

    Nella creazione di un ecosistema favorevole alle startup si inserisce anche il progetto Microsoft growITup, che punta a mettere in contatto le imprese italiane con le più promettenti startup dello stesso settore, e Edison che, attraverso il premio Edison Pulse, mette a disposizione delle startup un team di esperti per la definizione del business plan, la creazione del network e la comunicazione. Recentemente sulle potenzialità di sviluppo dell’Italia hanno puntato anche gruppi internazionali come Apple, Cisco, Google. “Digitaliani”, ad esempio, è il piano di investimenti di Cisco in Italia che prevede lo stanziamento di 100 milioni di dollari nell’arco di tre anni, con lo scopo di accelerare la digitalizzazione del Paese. In questa cornice Cisco Investments ha sottoscritto il fondo Invitalia Venture I per 5 milioni. Enrico Mercadante, responsabile delle attività nel pillar “innovation” di Digitaliani di Cisco sottolinea: «Cisco Investments è attiva in particolare nel supportare le idee più innovative e i migliori team nell’ambito delle reti di nuova generazione e dei temi legati all’IoT».

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