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Dossier Prysmian Electronics già in utile in due anni

    Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

    Prysmian Electronics già in utile in due anni

    Una startup all’interno di una multinazionale. È il caso di Prysmian Electronics, controllata all’80% da Prysmian, nata per sviluppare la tecnologia della misura delle scariche parziali in modalità wireless e per integrare questa tecnologia nei sistemi di trasmissione ad alta tensione in cavo. Lo scopo principale dell’iniziativa è quello di portare l’elettronica nel mondo dei cavi di trasmissione dell’energia per rendere disponibili e accessibili remotamente le principali informazioni operative e diagnostiche. In altre parole l’internet of things, applicato ai cavi energia. Un’iniziativa che ha chiuso il bilancio 2015 in utile a fronte di 5 milioni di fatturato. «Grazie a questa startup, Prysmian è oggi in grado di fornire servizi diagnostici in tutto il mondo» spiega Roberto Candela, ad di Prysmian Electronics, aggiungendo: «sfruttando i vantaggi della tecnologia e impiegando personale formato a tale scopo».

    La startup ha oggi un portafoglio prodotti che copre quasi interamente tutti gli aspetti di asset managment fornendo sistemi di misura e monitoraggio ai principali TSO (Transmission Operators) del mondo. «L’investimento iniziale è stato di circa un milione di euro in termini economici, ma lo sforzo maggiore è stato quello di introdurre una tecnologia completamente nuova partendo dalla posizione di “cavista”. Tale difficoltà si è manifestata sia dentro la stessa Prysmian, che ha dovuto interiorizzare la nuova visione, sia sul mercato. Raccontare che Prysmian, “cable maker” da più di cento anni, non produce più soltanto cavi ma anche strumenti diagnostici non è stato così semplice e immediato. Lo sforzo compiuto comincia a dare i suoi frutti e i risultati economici, sempre in crescita, sono molto promettenti» spiega Candela.

    La startup non è alla ricerca di nuovi finanziamenti ma di partner. «Dobbiamo raggiungere i nostri clienti con i nostri prodotti. Più che di capitali potremmo aver bisogno, in futuro, di partner commerciali per aggredire mercati non tradizionalmente “frequentati” da Prysmian» commenta Candela. Gli obiettivi a medio termine riguardano, invece, l’integrazione dei prodotti esistenti. «I prodotti Prysmian saranno sempre più “colonizzati” dall’elettronica per creare prodotti in grado di funzionare meglio e capaci di inviare le informazioni operative in remoto. L’IoT in Prysmian per cavi terrestri e accessori è già una realtà. Il futuro è nella produzione anche di cavi sottomarini con sistemi diagnostici integrati» osserva l’ad. Non è prevista un’exit. «La visione dell’azienda va nella direzione dell’integrazione della startup» conclude Candela.

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